Io come Di Vittorio, o mi mandano in galera o mi ammazzano. Questi sono fascisti cornuti. Fin quando starò qui come ‘Ribbellione’, devono sempre avere paura di me“. Così Gerardo Bevilacqua, l’ormai celebre candidato sindaco di Cerignola per la lista Voci Nuove, commenta ai microfoni de “Le notizie web” la sua sconfitta elettorale. L’agente immobiliare, infatti, ha rimediato solo 521 voti (l’1,84%), mentre la sua lista ne ha raccattati 452. Cerignola, insomma, non ha accolto il suo stentoreo invito alla ‘ribbellione’, scatenando la protesta di Bevilacqua davanti alla sede del Comune con un sit-in: “Ci hanno ‘arrubbato’ i sold…ehm, i voti. Voti ‘manomesso’, tolti a me e messi ‘quelle loro’. Lo hanno fatto di notte, non di ‘giorne’. Come si dice, ‘u tropp è tropp’. Non lo dovevano fare. Non facciamo ricorso, ma loro devono rivedere tutte le schede”. E aggiunge, nel suo noto italiano maccheronico: “Dicono che loro sono comunisti. Sono io comunista, di Giuseppe Di Vittorio. Io pensavo di prendere 10mila – 11mila voti. E invece niente. Non risulta neppure il voto mio, quello di mia moglie, dei figli miei. Ma loro non mi hanno distrutto, perché io sono vivo ancora. Sto prendendo le medicine per combattere un’altra volta, ma loro hanno distrutto Cerignola”. Bevilacqua ribadisce l’esistenza di brogli e chiosa: “Loro sapevano che io, venendo al Comune, avrei aiutato i ‘cristiani poveri’. Allora quei cornuti e figli di fascisti hanno detto: “Beh? Se tu vai ‘sopra al Comune’ e aiuti i poveri, noi che dobbiamo fare?” Hanno messo ancora quelle persone che sono state 10 anni a rubare, bastonando i cittadini. E questi vanno di nuovo ‘sopra al Comune’, comprandosi i voti e andando di notte a rubare i voti. Ma loro non mi hanno ucciso. Io sono il vero divittoriano, il vero ‘Ribbellione’”  di Gisella Ruccia