Sono almeno 50 le vittime provocate da un kamikaze che si è fatto saltare in aria nel mercato di Maiduguri, capoluogo dello stato nord-orientale nigeriano di Borno. “Abbiamo soccorso i feriti e portato via i cadaveri – ha raccontato al telefono Isa Mohamed, esponente di una milizia di autodifesa locale – Posso dire che almeno 50 persone sono morte nell’attacco. In questo mercato c’è il più grande mattatoio di Maiduguri e molte persone stavano acquistando e vendendo animali, quando c’è stata la deflagrazione”.

L’attacco, come quelli del fine settimana nello stesso mercato, non è stato rivendicato ma le autorità ritengono che sia opera degli integralisti islamici Boko Haram, che hanno diffuso un video in cui uccidono con un colpo di arma da fuoco alla testa soldati feriti e inermi. I miliziani mostrano anche quelli che definiscono resti di un aereo da combattimento nigeriano che dicono di aver abbattuto.

Secondo gli osservatori, il moltiplicarsi degli attentati a Maiduguri, costituisce una sanguinosa risposta alla decisione – resa nota venerdì dal presidente Muhammadu Buhari durante la cerimonia di insediamento – di trasferire il quartier generale dell’esercito dalla capitale Abuja a Maiduguri, proprio per rendere più efficace la lotta contro il fondamentalismo islamico.

L’attentato suicida di oggi, secondo residenti contattati telefonicamente, è avvenuto dopo che per tutta la notte in varie zone della città si erano sentite forti esplosioni e ripetuti colpi d’arma da fuoco. “Siamo sotto assedio – ha detto piangendo una donna al telefono – Qualcuno venga ad aiutarci”. Maiduguri, località dove i Boko Haram hanno cominciato nove anni fa a combattere contro il potere centrale di Abuja, è al centro di attacchi e attentati dal 29 maggio, giorno dell’insediamento di Buhari, vincitore delle elezioni presidenziali contro il capo di stato uscente Goodluck Jonathan. Negli ultimi tre giorni il mercato della città è stato colpito almeno tre volte, anche nella sua moschea.

Dal 2014 l’organizzazione fondamentalista è diventata sempre più sanguinaria e affine allo Stato islamico (Isis) di Abubakr al Baghdadi. Nella sua guerra di devastazione portata avanti soprattutto negli stati del nord-est nigeriano ha ammazzato – secondo i dati di organizzazioni umanitari come Amnesty International – almeno 15.000 persone mentre almeno un milione e mezzo sono state costrette a fuggire dalle loro case e dai loro villaggi.