Una giornata per festeggiare la Repubblica e ricordare come sia fondata sul lavoro e sulla pace. A Verona si celebra la campagna “Un’altra difesa è possibile”, lanciata durante “Arena di pace e disarmo” dello scorso 25 aprile 2014. Un momento in cui si sono riunite più di 13mila persone. La mobilitazione, lanciata dalle principali reti della Pace e del servizio civile, ha recentemente concluso la prima fase di azione consegnando agli uffici della Camera dei Deputati le 50mila firme necessarie alla presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare. Un testo che mira alla costituzione del Dipartimento per la difesa civile non armata e nonviolenta, “obiettivo che permetterebbe di poter assolvere – spiegano dalla Rete italiana per il disarmo – al dovere di costituzionale di difesa della Patria (articolo 52) in maniera non armata”.

“La Repubblica democratica, fondata sul lavoro e sul ripudio della guerra – sottolinea Massimo Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento – è l’espressione massima di tutto ciò che è civile. Per questo non vogliamo la parata militare, il rombo delle Frecce tricolori, il presentat’arm! Vogliamo il riconoscimento della Difesa civile come strumento efficace di difesa della Patria. Nell’ottobre del 2000 – prosegue Valpiana – l’allora Ministro della Difesa Sergio Mattarella sospese il servizio militare obbligatorio, definendo quel provvedimento ‘il dividendo della pace dopo 50 anni’ . L’anno prossimo, nel 2016, la Repubblica compirà i 70 anni. Il miglior regalo sarà l’abolizione dell’anacronistica rivista militare e la sua sostituzione con un vivace corteo di cittadine e cittadini semplici, veri difensori di un’Italia che da Patria armata deve trasformarsi in Matria disarmata”.

Il missionario comboniano padre Alex Zanotelli aggiunge: “Questa politica, così sottomessa ai poteri finanziari e ai giochi delle banche, poco può fare per costruire un’azione forte verso il disarmo. Ci vuole dunque unamobilitazione dal basso dei cittadini. Gli F-35 sono una spesa inutile che la maggioranza degli italiani non vuole, dobbiamo continuare a dirlo. Nella storia le armi hanno sempre difeso i più ricchi e potenti, e i numeri della spesa militare continuano a dirci che ogni giorno spendiamo 5 miliardi di dollari per mantenere eserciti ed armamenti”.

Intanto a Roma, durante la Festa della Repubblica, la presidente della Camera Laura Boldrini, insieme al ministro del Lavoro Giuliano Poletti e al sottosegretario Luigi Bobba incontreranno alla Camera dei Deputati i ragazzi che, all’interno delle organizzazioni di Servizio civile nazionale, stanno prestando la loro opera. “Per le nostre realtà il collegamento tra le due iniziative è forte – spiegano dalla Rete italiana per il disarmo – e voluto perché fin dall’inizio il percorso di ‘Un’altra difesa è possibile’ si è legato, anche in prospettiva, a quello del Servizio Civile nazionale che, ad oggi, è l’unica forma riconosciuta di difesa della Patria con modalità e mezzi non armati”.

L’appuntamento romano va a chiudere il cerchio rispetto all’iniziativa che ha costituito il primo passo di questo lavoro delle reti della Pace e del servizio civile: la “Festa della Repubblica che ripudia la guerra”, celebrata dalle organizzazioni il 2 giugno del 2013 con il conferimento di diversi premi a “Testimoni di Pace”. Proprio da quel giorno, su invito della Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile, ci fu un primo incontro tra la presidente della Camera Laura Boldrini e le organizzazioni in una sede di Servizio Civile.

Foto dal sito difesacivilenonviolenta