“Io credo che aver trovato un equilibrio mi sia servito anche a non dover star sempre lì a dimostrare qualcosa agli altri, di qui la scelta, magari, di cantare brani scritti con altri, in un caso addirittura una intera canzone scritta da altri, autori americani con Ermal Meta che ha poi scritto il testo apposta per me”. Francesco Sarcina, ex leader e autore delle Vibrazioni, una delle band italiane che ha caratterizzato gli anni Zero, è un uomo sereno. Lo so che questo termine, grazie a Matteo Renzi, non è più utilizzabile senza poi farsi dietro una risatina, ma serenità è la parola che meglio descrive il suo stato d’animo, quello che traspare dalla sua voce, mentre rilascia l’intervista, e quello che traspare dalla sua voce mentre canta. “Intendiamoci, io sono sempre stato inquieto, solo che oggi, che sono tranquillo, ho imparato a cullarla, l’inquietudine, a conviverci”.

In questi giorni è uscito Femmina, secondo album solista di Francesco Sarcina, a distanza di un anno dal Festival di Sanremo, un anno che lo ha anche visto calcare le scene dal vivo, con oltre trenta date, e che lo ha visto, soprattutto, svolgere il ruolo di vocal coach nella macchina tritatutto di Amici. “Forse anche il fatto di sentir cantare tutto il giorno tutti i giorni così tanti cantanti, non tutti meritevolissimi, mi ha spinto a tornare subito in studio di registrazione, seppure con tutta la fatica che incidere un album mentre si è sta facendo un programma come quello comporta. Però volevo sfruttare l’onda lunga della visibilità, provare a rendere mainstream il mio lavoro da artista, perché a essere apprezzati solo da una nicchia non ci si vive”. Anche da queste parole trapela una certa saggezza, come del resto dall’ascolto dell’album.

Femmina è un album che lo stesso Sarcina definisce romantico, l’album di un uomo che, pur rimanendo rock, ha smesso di rotolare (andate voi a cercarvi la citazione). “Se esci da una band come le Vibrazioni, avendo anche scritto canzoni importanti, emotivamente parlando, sai bene che dovrai faticare molto, e anche ingoiare amaro, per questo mi sono sin da subito rimboccato le maniche e mi sono messo in gioco. Stavolta, poi, ho incontrato un team di produttori fenomenale, Fabrizio Ferraguzzo, Roberto Cardelli e Ermal Meta, che mi ha seguito nei miei spostamenti, proponendomi brani, lavorando a stretto contatto con me, lusingandomi, anche, proprio per il loro mettersi al servizio del mio album, dimostrando amicizia oltre che professionalità”.

Le Vibrazioni sono state, insieme ai Negramaro, una delle band più importanti di questo nuovo millennio, in ambito rock mainstream, e la penna di Sarcina è sempre stata quella che ha sfornato le loro canzoni, l’impressione di chi scrive è che il passaggio da post-Vibrazioni a carriera solista tout-court sia ormai avvenuto senza bisogno di starci troppo a ragionare su. L’attitudine rock, che magari qualcuno ha temuto fosse andata persa proprio per quelle dichiarazioni di ritrovato romanticismo è sempre lì, la capacità di toccare certi nervi, di sviscerare certi sentimenti, è forse aumentata, perché se è vero che il rock può essere una cosa da ragazzi, un uomo, e questo è oggi Francesco Sarcina, un uomo, innamorato, padre di famiglia, un professionista, non può che essere un rocker ancora più realizzato.

Femmina è un album solido, fatto di brani che parlano al cuore, ma che ci fanno anche muovere il sedere, con una voce, la sua, sempre sul pezzo. La curiosità è ora quella di vederlo dal vivo, anche se dovremo aspettare ottobre, con due date importanti, una a Roma e una a Milano. Nel mentre, chi fosse dotato di vista buona, può vederlo nei serali di Amici, appollaiato negli scranni dei professori. Lui non lo faranno cantare, niente passaggio promozionale del singolo. Speriamo che qualche ragazzino preso dai versi imbarazzanti di Briga o dal piglio funky dei The Kolors si vada ad ascoltare l’album del vocal coach Sarcina, magari gli potrebbe capitare di capire che la buona musica sfiora i talent, ma difficilmente passa dalla gara.