Novecentodiciannovemila euro per 20 comuni. Soldi da destinare alla difesa della costa nelle località balneari colpite dall’erosione. La spesa è ripartita nel decreto 144 del Servizio Infrastrutture della Regione Marche, datato 8 maggio. E il tempo per chiedere i contributi da 40mila euro l’uno più Iva scade il 30 maggio, a una manciata di ore dal voto regionale. È questo il provvedimento che scatena la polemica al fotofinish tra Movimento Cinque Stelle e Marche 2020, la lista che ricandida per la terza volta Gian Mario Spacca, già governatore a fianco del Pd, che ora si ripresenta con Forza Italia e Area Popolare (Ncd e Udc). Ma ecco la lista dei comuni beneficiati: Altidona, Ancona, Campofilone, Civitanova Marche, Cupra Marittima, Gabicce, Grottammare, Massignano, Mondolfo, Montemarciano, Numana, Pedaso, Pesaro, Porto Sant’Elpido, Porto San Giorgio, Potenza Picena, San Benedetto, Senigallia, Sirolo.

“Una marchetta elettorale a tutti gli effetti”: così, a nome del M5S Marche, descrive il decreto Chiara Traferri, candidata nella circoscrizione di Ancona. “Tra l’altro – continua Traferri – c’è dentro una pluriviolazione legislativa e costituzionale, probabilmente finalizzata all’ottenimento di precisi vantaggi economici per i comuni e per le solite ditte appaltatrici, alla faccia della libera concorrenza”. Sì perché, a parte i termini per presentare la richiesta, a insospettire i grillini è anche la cifra messa a disposizione di ciascun comune: 40mila euro, la “somma limite per permettere al comune l’affidamento diretto senza passare per la gara d’appalto”, nota la candidata.

Ma quali sono le violazioni da addebitare alla Regione? “Nel capitolo di bilancio dedicato a questi trasferimenti – precisa Traferri – sono stati previsti solo 108mila euro”. Quindi la spesa andrebbe rifinanziata con 811mila euro. “Ma in base al patto di stabilità – notano i grillini – l’accensione di prestiti è ammessa solo per progetti di investimento e non per lavori di ordinaria manutenzione. Sarebbe l’ennesima sorpresa negativa che chi vincerà si troverà a dover gestire, dovendo rettificare il bilancio di previsione 2015”.

La risposta dell’assessore Paola Giorgi, candidata per Marche 2020 nella circoscrizione di Macerata, arriva a stretto giro di posta: “Sono esterrefatta. Se i Cinque stelle si dedicassero meno alla caccia alle steghe è un po’ di più alle cose concrete, si sarebbero accordi che le risorse per la manutenzione della costa provengono da fondi regolarmente iscritti a bilancio”. Ma in che modo? “In aprile abbiamo approvato la prima variazione al bilancio, recuperando risorse anche per la difesa della costa, finanziata con 1 milione di euro”. Nella legge regionale 15 del 2015, che approva la manovra, si legge però che quella cifra è ottenuta con ricorso al credito: si può fare, anche se si tratta di pura manutenzione? Non cozza col patto di stabilità? “Io mi fido dei dirigenti – risponde Giorgi –, ma è chiaro che spendere per la costa è un investimento per l’economia regionale”.

Quindi i conti tornano. Ma la questione dei 40mila euro? Che cosa si può fare in una spiaggia con una cifra così esigua? “La rifioritura delle scogliere, il palleggiamento della sabbia: è questo che si finanzia con queste spese, semmai qualcuno non lo sapesse”, dice Giorgi. Resta in piedi la questione della tempistica: perché le domande scadono nel silenzio elettorale? “Forse i 5 stelle non se ne sono accorti – polemizza Giorgi -, ma le opere di manutenzione della costa vanno fatte a ridosso della stagione estiva. Così abbiamo sollecitato i comuni appena le risorse sono state disponibili in bilancio”.

Mentre Giorgi parla Matteo Renzi, reduce dalla visita alla Rainbow, la “fabbrica” delle Winx, ad Ancona è contestato dai centri sociali. Per Luca Ceriscioli, candidato del Pd, sarà una corsa a tre con Gian Mario Spacca e Gianni Maggi dei Cinque Stelle.