“Gli impresentabili? Ci sono sempre stati in questo Paese. Si chiamavano in un’altra maniera. Abbiamo fatto il primo V-Day per mandarli a casa”. Beppe Grillo arringa la folla a Genova, in piazza De Ferrari, nell’ultimo comizio del Movimento 5 Stelle per sostenere la corsa di Alice Salvatore alla Regione Liguria. “Io sono il più impresentabile di tutti. Ma non mi candido. Non ci vado in Parlamento. Ho due o tre condanne, settanta processi, dove vuoi che vada? Io sto fuori, insieme a voi”. Poi l’attacco alla classe politica. “Abbiamo della gente che dobbiamo guardare dal punto di vista psichiatrico – racconta il comico –  Abbiamo il paranoico. Gente che in tv sembra perfetta, poi nella loro vita sono dei repressi, dei compulsivi sessuali: vanno coi travestiti, con le mignotte, sniffano coca”. Un passaggio anche sul Jobs Act. “L’ha inventato Schroeder nel 2005. Vuol dire prendere un lavoratore e dividerlo per tre. Fai tre occupati in più, ma le ore di lavoro rimangono così”. Infine, solita stoccata al mondo dell’informazione, e nel mirino finisce Bruno Vespa. “Ci sono andato. Se mi avessero sparato nei coglioni, mi avrebbero fatto più piacere. Non faccio neanche bella figura a parlare da uno che chiamavo ‘Chi striscia non inciampa'”. Al termine dello show, il leader del M5S si è intrattenuto qualche minuto coi fan, a cui ha ammesso. “Se noi non andiamo a governare, ce ne torniamo a casa”  di Lorenzo Tosa