Allontanata dalla cena ufficiale con tanto di invito al prefetto alla quale si era presentata con il proprio cane. Niente di strano se a essere messo alla porta di un ristorante di Cimadolmo è stato proprio il prefetto, Maria Augusta Marrosu che ha dovuto interrompere la cena perché aveva con sé Olga, un incrocio tra un bassotto e un pinscher. “Stavo presenziando ad una cena ufficiale come ospite – racconta il prefetto all’Ansa – e Olga si trovava buona e tranquilla nella sua borsa. Finché si è trattato dell’aperitivo all’aperto tutto è andato bene ma quando il prefetto ha varcato la sala del ristorante e si è accomodata, appoggiando Olga a terra tra lei e il marito, la situazione è precipitata”. “Questo è un ristorante non un canile” ha detto il titolare del locale. A nulla solo valse le obiezioni del prefetto, come riportano i giornali locali, sul fatto che non ci fossero comunicazioni sul divieto d’ingresso agli animali.

La serata era l’appuntamento finale della rassegna “Bianco dolce fresco asparago“, uno dei più importanti eventi della provincia. In sala 140 invitati: organizzatori, volontari, sindaci, autorità civili e militari e via andando. Prima l’aperitivo, all’aperto, e lì nessun problema. Poi tutti in sala, ma dopo i risotti a fare la “spia” è stata una cameriera: stava cambiando il piatto alla Marrosu e ha notato Olga, un po’ sonnolenta in una borsetta del prefetto. Si è aperta una discussione in cucina di 5 minuti, con ufficiali e sottufficiali dei carabinieri a fare da mediatori, al termine della quale il prefetto non ha potuto far altro che andarsene, giurando di non voler più mettere piede nel ristorante. “La cameriera – racconta Maurizio Bassetto, il titolare del ristorante, alla Tribuna di Treviso – mi ha segnalato che c’era un cane in sala. E qui non entrano i cani. Mi ha fatto presente che era il prefetto, ma da me la legge è uguale per tutti. Eppure il prefetto ha insistito, ha detto che lei può farlo. E se non mi andava bene mi denunciava. Vuole denunciarmi? Si accomodi, lo faccia. È già capitato che arrivasse qualcuno con un cane: bastava spiegare loro che qui, per mille motivi, è meglio che non entrino e tutto si risolveva i clienti se ne andavano con grande gentilezza. L’altra sera invece ho avuto la dimostrazione dell’arroganza delle istituzioni”.

“Non è neppure servito che obiettassi che c’è una legge che consente di tenere con sé un cagnolino se non disturba – replica ancora la Marrosu – Ho manifestato tutta la mia irritazione e me ne sono andata, senza minacciare nessuno perché sono l’opposto di una rappresentante istituzionale arrogante”. Di sicuro il prefetto ha promesso che il ristorante in questione sarà bandito dalle sue frequentazioni. “Ho ricevuto un fascio di rose bianche dagli organizzatori della serata che si sono scusati con me per l’accaduto. Dal ristoratore, invece, nessuna parola”.