Non ho mai messo piede in Parlamento, ma prendo il vitalizio. Ho fatto sempre politica”. Non mi vergogno, vergognatevi voi”. Così si difende Piero Craveri, nipote di Benedetto Croce e senatore radicale per qualche giorno nel 1987, a La Zanzara, su Radio 24. Craveri fu proclamato senatore il 2 luglio e si dimise sette giorni dopo, il 9 luglio: prende un vitalizio di 2159 euro al mese per un totale incassato finora (secondo alcuni calcoli) di 509 mila euro (e poco più di 60mila euro versati). “Che volete che dica? Sono un beneficato dei vitalizi”– afferma l’ex parlamentare – “ho dato le dimissioni dopo pochi giorni perché Pannella mi fece dimettere. Me lo chiesero e l’ho fatto. Poi sulla base del regolamento è arrivata una lettera a casa in cui mi chiedevano se volevo versare i contributi come quelli dei senatori in carica. Li versai e successivamente mi è arrivato il vitalizio”. Craveri aggiunge, rivolgendosi al conduttore Giuseppe Cruciani e perdendo le staffe: “Mi sono sempre occupato di politica e non sono il solo. E non mi vergogno di niente. Anzi, si vergogni lei. Cosa volete da me?“. E riattacca. Cruciani e Parenzo tentano nuovamente di contattarlo, ma l’ex senatore si infuria ancora: “Siete giornalisti del Sole 24 Ore? E allora permettetemi di dire che fate le domande che sono al livello del giornale che interpretate. E non mi scocciate più“. Poi interrompe bruscamente la conversazione di Gisella Ruccia