Due uomini nudi, un enorme schermo alle spalle, ma soprattutto due peni ciondolanti pronti ad essere usati per gli “origami” più curiosi al mondo. Queste le linee essenziali di Puppetry of the Penis, lo spettacolo comico australiano portato in scena da 17 anni, che arriva per la prima volta in Italia il 31 maggio, 1 giugno e 2,3,4,5 luglio 2015 al Teatro Nuovo di Milano. Nulla di pornografico o erotico, Puppetry of the penis è uno show tradotto in 5 lingue e mostrato in 30 paesi, messo a punto da due artisti australiani, Simon Morley e David Friend, basandosi sugli origami del pene, un’arte antica che permette di ottenere numerose figure, manipolando gli organi genitali maschili.

Un viaggio al limite delle capacità e dei limiti del nostro organo genitale che diventa uno straordinario gioco di manipolazioni e di travestimenti comici durante il quale Alberto Barbi e Nicolò Cortegiano, i due giovani attori scelti dalla produzione italiana di Lorenzo Vitali, mostreranno tutto quello che si può fare con un pene: da un hamburger a un uccellino che chiede la pappa, dalla Tour Eiffel al mostro di Lochness. “L’abbiamo riattualizzato all’Italia con la Torre di Pisa e il Vesuvio”, scherza con il FQMagazine il regista Claudio Insegno, una carriera di musical teatrali alle spalle. “E’ una sfida bizzarra e singolare per portare la gente a teatro. E’ una stand-up comedy con nudo maschile. Se nel mondo ha registrato 15 milioni di spettatori, vorremo arrivare ad un milione anche in Italia”. Il canovaccio è semplice: i due attori nudi parlano di viaggi, di cibo, di città e di quotidianità.

Poi le spiegazioni figurate, con scroto e testicoli deformati, allungati e compressi quasi come si fosse in qualche set Bdsm: “Certo c’è un medico che controlla, ma non è pericoloso per gli interpreti – continua Insegno – Morley che è venuto qui a Milano per osservare le prove e suggerire accorgimenti fa ginnastica col pene da 25 anni e sa come giocare con i propri genitali. Poi, va detto che tra provinanti e attori nel mondo si registra pure qualcuno che si è fatto male”. Ecco, i provini.

Sono arrivai in 150, poi sono diventati 10 e proprio assieme a Morley e Friend si sono scelti i due protagonisti e due sostituti perché non si sa mai cosa possa succedere: “Ci vuole elasticità del corpo, spigliatezza ed umorismo per stare sul palco di Puppetry of the penis. Diciamo che la voce serve a poco. Come non servono dei pornoattori perché non è una performance sessuale. In fondo uno degli autori australiani ha confessato di aver avuto l’intuizione assieme al fratello mentre da adolescenti erano nella loro camera da letto a trastullarsi”. Nessuna erezione, e nemmeno distruzioni fisiche alla Jackass, semmai più uno spirito da spogliatoio di calcio.

“Io sono il superdotato”, sorride da vestito l’attore Nicolò Cortegiano, “è stata una scommessa artistica la mia, oltretutto un vero divertimento”. “Io invece tra le varie esperienze di recitazione ho fatto molto anche il clown e questa esperienza un po’ ci assomiglia”, aggiunge Alberto Barbi, nudo in scena anche lui come mamma l’ha fatto, “l’unica cosa è che ieri riprovando il numero dell’elica il pene mi si è gonfiato ed è rimasto per un po’ troppo tempo di uno strano colore”. “Cerchiamo di abbattere uno strano tabù che esiste rispetto al corpo dell’uomo”, conclude Insegno, “Molte donne hanno apprezzato l’ironia di Puppetry of the penis. Semmai mi dispiace che ci sia il divieto ai 18 anni. Siamo un paese ancora un po’ indietro in tante piccole questioni culturali. La nudità è una di queste. E il cattolicesimo c’entra molto”. Ultimo appunto per chi andrà al Teatro Nuovo di Milano: il pubblico è invitato a salire sul palco e ad eseguire qualche “trasformazione” del pene assieme ai due attori.