Londra tira dritto verso il referendum che, secondo le intenzioni del governo, dovrà decidere sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea. Il governo elaborerà a questo proposito “una legge in vista di un referendum sull’appartenenza della Gran Bretagna all’Ue entro il 2017” (il testo verrà presentato giovedì alla Camera dei Comuni, ndr): lo ha confermato la Regina Elisabetta leggendo il discorso programmatico del premier britannico David Cameron in apertura della sessione parlamentare. Prima delle consultazione, ha spiegato la sovrana, “rinegozieremo la nostra relazione con l’Ue con l’obiettivo di giungere ad una riforma dell’Ue a beneficio di tutti gli Stati membri dell’Ue”.

Human Rights Act, passo indietro di Downing Street
“Il governo presenterà delle proposte per una Bill of Rights britannica“, ha affermato Elisabetta. Si tratta di una marcia indietro rispetto alla volontà espressa in precedenza dall’esecutivo conservatore di sostituire lo Human Rights Act, la legge sui diritti umani promulgata sotto i laburisti, con una normativa più severa che introduca la possibilità quasi automatica di espellere dal Regno Unito i criminali non britannici condannati da un tribunale. Secondo la Bbc, il governo Cameron per ora si dovrebbe limitare a lanciare una consultazione in materia di diritti umani, rimandando l’inizio di un iter legislativo per una nuova normativa. Da tempo i conservatori vogliono rimpiazzare lo Human Rights Act, introdotto nel 1998, che recepisce formalmente la Convenzione europea dei diritti umani. Il progetto dei tory è quello di limitare l’influenza (l’ingerenza secondo alcuni) della Corte per i diritti dell’uomo di Strasburgo. Una nuova ‘carta dei dirittì (Bill of Rights) punta invece ad offrire la garanzia che i tribunali e il parlamento britannico abbiano l’ultima parola. Con riferimento in particolare alle decisioni sul soggiorno accordato a presunti terroristi e criminali o al voto ai detenuti.

Cameron in tour nell’Ue
L’iter verso la riforma dei rapporti tra Londra e l’Ue è iniziato. Giovedì Cameron inizierà un viaggio di due giorni in Europa, in cui presenterà ai leader di Olanda, Francia, Polonia e Germania la sua proposta sul referendum. Secondo quanto riferisce una portavoce di Downing Street, la prima tappa del viaggio sarà L’Aia, dove Cameron incontrerà il primo ministro olandese Mark Rutte; in seguito il premier si sposterà in Francia, dove domani sera cenerà con il presidente François Hollande. Venerdì il leader conservatore incontrerà la premier polacca Ewa Kopacz e, in seguito, la cancelliera tedesca Angela Merkel. Cameron ha inoltre cancellato all’ultimo momento la tappa prevista in Danimarca, dopo che la prima ministra Helle Thorning-Schmidt ha annunciato che il 18 giugno ci saranno elezioni anticipate.

Secondo Downing Street, l’intenzione del premier britannico con queste visite è “parlare nei prossimi giorni di persona o al telefono” con tutti i Paesi dell’Ue, prima del Consiglio europeo in programma il 25 e il 26 giugno a Bruxelles. L’offensiva diplomatica del premier è iniziata lo scorso lunedì, con l’incontro con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, a cui ha esposto le linee generali del suo piano di riforma.