Israele non ha atteso e ha subito risposto al “lancio di quattro razzi partiti dalla Striscia” verso il sud del paese. L’aviazione israeliana ha colpito quattro obiettivi “terroristici”. Il portavoce militare ha spiegato che l’azione è “una diretta risposta all’aggressione di Hamas contro civili israeliani. L’idea che il territorio di Hamas sia usato come terreno di esercitazione per attaccare Israele è inaccettabile e intollerabile”.  Il ministro della difesa di Israele Moshé Yaalon ha poi aggiunto che Gaza “pagherà un prezzo pesante” se la violenza dovesse aumentare. Israele “non ha intenzione di ignorare il lancio di razzi contro i suoi cittadini, come quello che è stato effettuato dalla Jihad islamica ieri sera” ha proseguito Yaalon invitando Hamas a interrompere il lancio.

Martedì 26 maggio un missile – che l’esercito israeliano ha attribuito alla Jihad islamica – ha colpito Gan Yavne, un piccolo centro a ridosso della città costiera di Ashdod. In tutta la zona attorno alla Striscia poco prima – verso le 21 (ora locale) – sono risuonate le sirene di allarme antimissili: un evento accaduto l’ultima volta il 23 aprile scorso, in occasione del giorno dell’Indipendenza dello Stato ebraico, e al quale Israele rispose con il fuoco di tank verso la postazione di lancio dei razzi. Erano passati allora quattro mesi di tranquillità dall’ultimo allarme: dalla fine del duro conflitto della scorsa estate, altre volte – rompendo un cessate il fuoco faticosamente raggiunto tra le parti – sono stati infatti lanciati razzi dalla Striscia a cui l’esercito israeliano ha risposto contenendo però la riposta. Il razzo, comunque, non fatto né danni né vittime anche se un ragazzo di 15 anni si è presentato all’ospedale locale in stato di choc. Il lancio – secondo i media – sarebbe dovuto ai dissidi interni sorti nell’organizzazione riguardo la nomina di un nuovo comandante militare nella zona nord di Gaza.

Un’ala di Hamas invece, ha arrestato i miliziani responsabili del lancio dei razzi. Una fonte del movimento islamico palestinese ha detto al sito di Ynet che “quello che è successo va contro gli interessi delle fazioni palestinesi nella Striscia di Gaza e contro i nostri interessi nazionali”. L’esponente di Hamas ha quindi annunciato che è in corso una mediazione con Israele per cercare di allentare la tensione il prima possibile.