“Accidenti. Se cominciano a fare opera di sabotaggio, bucandomi le ruote della mia auto, vuol dire che do fastidio a qualcuno”: Eleonora Brigliadori, candidata alle Regionali della Campania in quota green, è stata catapultata da un comizio direttamente nel salotto/galleria d’arte dell’ingegnere spaziale Norberto Salza. Il chiacchiericcio di Napoli è tutto intorno a lei, personaggio televisivo, attrice, pittrice, prestata alla politica, “Quella buona – dice lei- perché di quella cattiva/affaristica non se ne può più”. E poi aggiunge: “Ho accettato questa candidatura per il gusto delle sfide impossibilli. Dopo che in  passato ho detto No a al centro/sinistra e al centro/destra, compreso Berlusconi che mi chiese di presentarmi nel ’94 agli albori di Forza Italia”. Per la cronaca, faceva l’annunciatrice ed era il volto più noto di Canale 5.

Confesso subito un conflitto d’interesse, sono amica di Eleonora da un certo tempo. Presente separate alla nascita? Per via della folta e non addomesticata chioma (oggi la sua decisamente più lunga della mia) ci confondevano. Anche se non la vedevo da un certo tempo, le ho trovato lo stesso piglio battagliero. La prima domanda è scontata: Eleonora, chi t’o fa fa’? “Sono solo registrata a Milano, è stato un atto falso pubblico. Poi ho sposato un signore di Torre Annunziata, i miei tre figli sono napoletani, e io la napoletaneità me la sono meritata sul campo”.

Scende in “trincea” come capolista di “Davvero Verdi” al fianco del ruspante candidato piddino Vincenzo De Luca (imperdibili le imitazioni di Crozza dalla battuta pelosa: i napoletani sono ladri nel dna). Riccioli barocchi fra gli affreschi roccocò del Cafè Gambrinus, Eleonora parla di Rinascimento dei Verdi, del suo impegno da testimonial dell’impatto zero (che non so cosa voglia dire) e vuole orti suoi tetti delle case.

Dopo aver superato una grave malattia (dalla quale dice di essere guarita senza chemio ma solo con la tecnica dell’autoguarigione), la difesa dell’ambiente è diventata la sua priorità assoluta. “Pecoraro Scanio ha affossato un partito che in Europa ha molta più visibilità e credibilità che da noi”. Eleonora è un fiume in piena: “Mi sono sempre battuta per le pari opportunità e fui tra le più giovani ad avere il brevetto di volo”.

Adesso in piena maratona elettorale/ecosostenibile non  fa uso delle comode tecnologie e, stento a credere, dice di non avere computer, non ha tablet, non si lascia imbrigliare dalla rete, non ha portaborse, non ha un segretario. Solo un marito, Claudio, insieme da trent’anni, prodigo di attenzioni. Eleonora fa campagna elettorale, all’americana, alla vecchia maniera, person to person, dai vicoli di Napoli all’entroterra, in jeans e scarpe da ginnastica, stringendo mani e spargendo sorrisi. Che lei chiama: “Esperimento sociale di comunicazione diretta”. In bocca al lupo.

E se ti capita di incrociare l’aspirante governatore De Luca ricordagli che non tutti i napoletani sono geneticamente ladri.