“L’Europa trema per Grecia e Spagna…”, così hanno titolato e titolano non pochi giornali, nazionali e locali. Lo stesso ritornello ha trovato larga ospitalità in molte edizioni di gr e tg, pubblici e privati. Peraltro il terremoto si è consumato da un pezzo, le sue conseguenze hanno prodotto danni profondi ed i responsabili del disastro di allora sono, in molti casi, gli scienziati che oggi dovrebbero impedire nuove scosse sismiche. Le ragioni del tremito starebbero, questa volta, nella vittoria di Podemos e nel rifiuto della Grecia di condannare alla miseria milioni di cittadini.

Naturalmente è legittimo criticare e non condividere le proposte di Syriza e di Podemos, ma sarebbe quantomeno doveroso non deformare le loro posizioni. L’equiparazione, politica e mediatica tra Tsipras, Iglesias, Orban e Duda, per fare un esempio, è semplicemente folle ed intellettualmente disonesta. Il presidente ungherese Orban ed il suo nuovo collega polacco Duda hanno costruito i loro successi sulla esclusione sociale, sul razzismo, sull’antisemitismo, sull’odio verso ogni forma di diversità e differenza. Se fosse per loro l’Europa dovrebbe essere una confederazione di “piccole patrie”, circondata da mura e da eserciti in armi.

Sul piano economico e sociale sognano un’Europa che di occupi di tutelare i mercati, di cristallizzare le disuguaglianze, di ridurre ulteriormente i diritti democratici e il ruolo delle assemblee elettive e delle stesse istituzioni europee. I programmi di Syriza e di Podemos, che pure non sono uguali, vanno in direzione opposta. Vogliono un’Europa aperta e solidale. Non credono nei barconi affondati e nelle gabbie per gli immigrati. Contrastano l’esclusione sociale e l’odio per le diversità. Puntano ad una redistribuzione delle risorse e criticano le modalità della austerità e le politiche monetarie e finanziarie dell’Unione Europa. Non credono alle “piccole patrie”, ma vorrebbero una Europa più attenta ai diritti e alle esigenze di chi rischia di essere travolto dalla crisi economica e sociale. Ripropongono la centralità della questione democratica e della questione sociale.

In Italia, in questi giorni, non è mancato chi, persino Salvini e Berlusconi, ha tentato di annettersi la vittoria di Podemos; qualcuno li informi che il gruppo dirigente di quel partito legge Gramsci e che, nel Parlamento europeo, hanno scelto di stare con il gruppo della sinistra, rifiutando ogni apparentamento con i cosiddetti euroscettici. Peraltro, in questi giorni, sono alla ricerca delle possibili alleanze che consentano di dare un governo a città come Madrid e Barcellona. Naturalmente le loro proposte possono e debbono essere discusse, sottoposte a critica, e legittimamente contrastate o rifiutate.

Sarà bene non dimenticare, tuttavia che se e quando gli Orban e i Duda d’Europa dovessero farsi ancora più minacciosi, Syriza e Podemos staranno dalla parte dei diritti e delle libertà; molti di quelli che oggi li demonizzano, nel migliore dei casi, si arruoleranno nelle fila di “color che son sospesi…”.