Gerardo Bevilacqua è il candidato sindaco a Cerignola per la lista “Voci nuove” ed è ormai noto per la sua lingua sgangherata che alterna dialetto cerignolano a italiano maccheronico. Esemplare il suo intervento a La Zanzara su Radio24, dove il politico pugliese si racconta a Cruciani e a Parenzo. “Voglio uscire ‘prima botta’ nelle elezioni, le cose sono assai a Cerignola” – denuncia Bevilacqua, che punta il dito contro gli inceneritori – “Qui i politici hanno fatto cose brutte, brutte, brutte. Hanno mess ‘nu mostr che ‘abbrucia’ in mizz o’ paies (hanno messo un mostro che brucia al centro del paese, ndr) e un altro a 5 km, a Zapponeta. Se vengo eletto come sindaco, ‘toglio’ questo mostro. Lo ‘toglio’ con le mani du u’popol e dell cristian di Cerignola (del popolo e della gente di Cerignola, ndr). E ce la facciamo, ce la facciamo. Con le rabbie. Poi darò lavoro, casa e aria pulita”. Il candidato sindaco, che fa l’agente teatrale di opere liriche e di sceneggiate napoletane, accusa poi la stampa locale (“è tutto un magna-magna”) e si dichiara “di sinistra e divittoriano”: “Mia madre è andata in galera con Giuseppe Di Vittorio. E so che vuol dire mangiare il pane a terra. E poi la sinistra ha il colore del sangue di Gesù Cristo. Io voglio bene a Padre Pio e a Di Vittorio, nomino sempre queste due persone. Sono cattolico e i politici e i partiti mi fanno schifo, mi fanno vomitare.”. Cruciani gli chiede se è disponibile a organizzare a Cerignola il Gay Pride. Ma inizialmente Bevilacqua non comprende: “Come vuoi. Mi chiami e facciamo tutto quello che vuoi. Che vuol dire ‘ghepradi’?”. Poi, su suggerimento del fratello, che si trova accanto a lui, risponde: “Ah, i gay? I froci, i ricchioni? No, lasciamo perdere, sono ‘peccati’ anche loro. Hanno questo difetto perché sono nati così, ma sono esseri umani anche loro, come noi. Non so come nascono, mia madre m’ha fatt nasc bun, me, frat’m e l’ sor me (mia madre ha fatto nascere bene me, mio fratello e le mie sorelle, ndr). Sono peccati, ma sono persone e figli di Dio anche loro” di Gisella Ruccia