Se il sindaco Pd aumenta Imu e Irpef, allora le nuove tasse vanno fatte pagare solo gli iscritti al suo partito. La proposta, a metà tra provocazione e sfida politica, arriva dal Movimento 5 stelle di Ferrara, che in questi giorni ha dichiarato battaglia, insieme agli altri gruppi di opposizione, al primo cittadino Tiziano Tagliani e alla manovra fiscale da 7,9 milioni di euro in discussione in consiglio comunale. Un’idea messa nero su bianco in una finta risoluzione, datata 25 maggio, ma mai protocollata: “Proponiamo che il deficit di risorse paventato da questa amministrazione, che richiede una nuova imposizione fiscale, venga compensato da una tassazione ad esclusivo carico dei cittadini iscritti al Partito Democratico. 

Dopo che la provocazione ha cominciato a girare in rete, la capogruppo M5S si è giustificata: “Abbiamo ideato un fake“, ha detto a ilfattoquotidiano.it, “per sensibilizzare i cittadini, e spingerli a riflettere sulle conseguenze del loro voto. Alle urne hanno scelto un Pd che prometteva defiscalizzazione e investimenti. Nel giro di poco tempo si ritrovano un Pd geneticamente modificato, completamente diverso, che presenta un aumento della pressione fiscale, in totale assenza di trasparenza e senza vere giustificazioni”.

Il ragionamento è semplice, anche se pare impossibile da mettere in pratica. “Visto che in consiglio comunale – si legge – il sindaco spesso motiva le proprie decisioni vantando di rappresentare il 55 per cento dei cittadini che lo hanno votato, deliberatamente omettendo che invece esiste un rimanente 45% che se n’è guardato bene dal farlo”, l’aumento delle imposizioni fiscali può ricadere solo sui quei cittadini che in tasca hanno la tessera del Partito democratico. E che quindi sostengono lo stesso partito da cui proviene il sindaco e la maggioranza in Comune.

“L’attuale congiuntura economica che aumenterebbe le tasse in un periodo di particolare sofferenza per la cittadinanza e la fascia più debole della popolazione, avente un reddito inferiore ai 15mila euro, sarebbe fortemente colpita da un incremento ulteriore di imposizione, così come tutte le categorie d’impresa della città con pericolo di incremento ulteriore del tasso di disoccupazione per incapacità di fare fronte ad oneri di spesa fiscale che si tradurrebbero in ulteriori tagli sul costo del personale”.

Il documento è firmato da tutti e 5 i consiglieri del Movimento, ed è stato presentato venerdì 22 maggio, nel corso del no tax day, manifestazione messa in piedi dagli esponenti dell’opposizioni, uniti per chiedere un passo indietro all’amministrazione. Nel mirino c’è la manovra annunciata dalla giunta ferrarese nei giorni scorsi, che impone l’aumento delle aliquote Irpef per un totale di 2,5 milioni di euro, e dell’ Imu per 5,4 milioni. Un rialzo giustificato dal Comune con l’aumento del patto di stabilità, anche se le opposizioni lo ritengono inspiegabile, visto anche l’attivo di 30 milioni di euro. La verità per loro è un’altra: “Tagliani aumenta la pressione fiscale per coprire i buchi che ha creato la sua amministrazione in questi anni”.

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