Cosa pensano i giovani siciliani del sacrificio di Giovanni Falcone? A 23 anni dalla strage di Capaci siamo andati a Catania ad ascoltare l’opinione dei ragazzi nati nei primi anni Novanta. “Duole dirlo, ma non è valsa la pena di un sacrificio così grande, perché le cose in questa terra non sono cambiate“, dichiara una ragazza. “L’esempio di chi è morto per ragioni di giustizia non è mai vano, tanti continuano a prendere ispirazione da persone come Falcone“, la contraddice un ragazzo. Non si può dire che il crimine organizzato sia stato debellato, anzi – spiega più di una voce – “ora la mafia è un fenomeno globale, che tocca i livelli più alti del potere economico e politico”. “Se vedessi in giro un nuovo Falcone – confida rassegnato uno studente – gli direi di lasciar perdere, perché questo popolo non lo merita“. “Nonostante tutto sono fiducioso nel futuro – afferma un altro – ma il problema di fondo è sempre quello: bonificare la politica, che ora come allora è il riflesso della parte peggiore della società“. Ma un punto comune fra rassegnati e ottimisti c’è: il pensiero che lasciare la Sicilia potrebbe rivelarsi l’unica possibilità per provare a realizzarsi   di Piero Ricca, riprese e montaggio di Saul Caia