E’ costato caro il gesto di aver tolto il crocifisso dall’aula e averlo appeso fuori dalla finestra a un quindicenne dell’Itis “Caramuel” di Vigevano. Forse nemmeno lui si aspettava che quella goliardata potesse finire sulla scrivania del dirigente scolastico e sul tavolo del consiglio d’istituto. Il fatto ha sconcertato molti cattolici e non solo, ma a gettare acqua sul fuoco e a ricostruire la vicenda ci pensa il dirigente della scuola Matteo Loria: “Intanto va detto che non si tratta di un giovane musulmano e nemmeno africano. Stiamo parlando di un ragazzo dell’Est Europa che ha preso questa iniziativa senza alcuna intenzione di offendere la religione cattolica. Mentre il professore si allontanava dall’aula per recuperare le copie di un compito in classe da somministrare, il ragazzo ha rimosso il crocifisso appeso in classe e l’ha appeso fuori dalla finestra. Probabilmente ha usato lo stesso chiodo e qualche oggetto, tipo un libro, come martello perché non mi risulta che avesse attrezzi. Si è trattato di una ragazzata, nulla di più. E’ stato montato ad arte un caso che non esiste. Ho letto che qualche politico vuole persino presentare un’interrogazione, ma forse dovrebbe capire cosa è realmente accaduto”.

Il dirigente non ha lasciato, comunque, cadere la questione dal punto di vista educativo: “Il ragazzo è stato ripreso ed è scattata una sospensione oltre i quindici giorni giorni data dal consiglio d’istituto. Inoltre il consiglio di classe in sede di scrutinio potrebbe decidere per il cinque in condotta, ma analizzeremo il caso nel momento opportuno”. Il giovane potrebbe rischiare persino la bocciatura. Intanto, il preside assicura che anche la famiglia è stata interessata ed è stata invitata a partecipare al consiglio di classe. La vicenda sta facendo discutere ragazzi e professori del “Caramuel” dove nei giorni scorsi un altro ragazzo aveva ricevuto quaranta giorni di sospensione per aver iscritto una professoressa all’interno di un gruppo di WhatsApp dove c’era lo scambio di materiale pedopornografico.

Intanto oggi pomeriggio a Terni, presso la sala comunale di via Animale, in occasione del convegno “Laicità e scuola pubblica. A che punto è la notte?” l’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, consegnerà al professor Franco Coppoli, sospeso per un mese dall’insegnamento per aver rimosso il crocifisso dalle aule dell’istituto “Allievi” della città, una somma corrispondente ad un mese di stipendio: “Si tratta di una raccolta – spiega il segretario dello Uaar Roberto Carcano – nata spontaneamente tra i soci e i simpatizzanti della nostra associazione. A partire da Terni è nata una colletta che ha racimolato una cifra di circa 1300 euro”. Coppoli era stato “sospeso” il primo di aprile con tanto di provvedimento che rilevava che il suo comportamento non era “idoneo ai doveri connessi alla posizione lavorativa cui deve essere improntata l’azione e la condotta di un docente”.