Marco Missiroli 34 anni, riminese. Reduce dal premio Campiello Selezione 2012, con il suo ultimo libro “Il senso dell’elefante”, a febbraio di quest anno è tornato in libreria con “Atti osceni in luogo privato”. Un romanzo di formazione coinvolgente, emozionante, raffinato come pochi altri. In diversi sono rimasti affascinati dalla sua ultima opera: da Emmanuel Carrère a Roberto Saviano. Un libro dolce e malinconico, con una sessualità timida e nello stesso tempo vorace, ma con moralità senza eccedere nel volgare. Il romanzo racconta la storia di un ragazzino che nasce in Italia, ma si trasferisce a 12 anni a Parigi. Libero Marsell è il suo nome. Appena si trasferisce in Francia assiste al tradimento di sua madre con l’amico di famiglia. Missiroli stupisce subito tutti mettendo a pagina 2 un “pompino”. Qualcuno potrebbe pensare che sia una trovata furba per intrigare immediatamente il lettore. Ma non è cosi. Perché è una fellatio di ferita, e non di godimento.

Ed è proprio il tradimento l’anatema di questo libro. Una ferita sul femminile che lui dovrà riparare per tutta la vita attraverso la ricerca di un femminile buono. E’ uno shock grande per Libero Marsell. Il tradimento porta o all’amore consumato violentemente, oppure al tentativo di ricostruire con coraggio questa ferita primordiale. E Libero sceglie la seconda. Tenta di ricostruire la ferita della madre attraverso grandi madri che incontra nella sua vita. Compresa anche la letteratura. Però soprattutto lo farà attraverso le donne che incontrerà. Donne che non sono mai di consumo, ma fondamentalmente donne di vita. Il protagonista crescendo capisce che il corpo non deve essere più consumato, ma deve essere vissuto.

Quando hai deciso di scrivere un libro che parlasse degli “Atti osceni”?
Non ho mai deciso di scrivere un libro sugli atti osceni. Il giorno in cui ho iniziato a scrivere questo libro non sapevo che l’avrei iniziato. E’ un libro che nessuno sapeva che lo stessi scrivendo. Tant’è che tutti credevano che io fossi in un blocco creativo da molto perché io non ho detto niente per due anni fin quando non l’ho finito. Non sapevo se avrei mai avuto il coraggio davvero di pubblicarlo. L’ho fatto leggere a 4 persone e da quel momento li ho capito che avevo avuto fra le mani qualcosa di abbastanza incandescente visto le loro reazioni. Ho scelto di parlare degli atti osceni perché quella matrice sentimentale-erotica mi appartiene totalmente. Diciamo che sono due gli aspetti narrativi che mi interessano: gli umiliati-offesi e la parte erotica-sentimentale. Avevo sempre lavorato sui primi e questa volta ho deciso di dedicare all’altra parte un intero libro.

Un altro tema principale di questo libro è la liberazione.
Si. Volevo parlare delle consapevolezze dei blocchi che ognuno ha e su come liberarsene. Quindi è un libro su come diventare se stessi attraverso la liberazione di se stessi. Libero Marsell ha un nome che devo a mio nonno di Ravenna. Era un contadino romagnolo che diceva sempre a mio padre, che era suo figlio, “non sono mai stato il mio nome”. Quindi ho cercato di dare a questo protagonista la missione di essere il suo nome, quindi di essere libero. E l’unico modo che ha per essere libero è quello di proiettare e vivere le proprie fragilità. Quindi la liberazione di questo personaggio passa dalle fragilità quotidiane. Se non le vivesse non sarebbe mai libero.

Come sono cambiati i rapporti sentimentali con l’avvento dei social network?
Sono cambiati tantissimo. Una volta i rapporti erano progressivi. La conoscenza era graduale: livello 1, 2, 3 fino ad arrivare all’ipotetico livello di intimità, quindi anche quella fisica. Adesso è al chiasmo invertito. Prima c’è la parte carnale e solo successivamente ci si conosce. Questo perché puoi sviluppare subito delle conoscenze fisiche dirette grazie ai social. Quindi bypassi tutta la parte di conoscenza psicologica ed emotiva e vai direttamente su quella fisica. Fai richiesta immediata. Ci vediamo, usciamo e magari si va a letto insieme la prima sera. Poi se ti piaci ti conosci dopo. I social hanno permesso di invertire le fasi di conoscenza. Prima la sessualità e infine l’atto intimo della conoscenza sentimentale.

Come sono vissuti secondo te i oggi sentimenti?
I sentimenti per la maggior parte delle persone sono flash immediati. Un qualcosa che si vive sul momento. In realtà un sentimento può essere costruito. Può essere una progressione di fatti. Qualcuno potrebbe dire che si perde spontaneità. Non è assolutamente vero. L’amore che dura in questi tempi è quello costruito precedentemente, quello che ha basi solide. Altrimenti si va sulla folgora del momento, ma si perde tutto. Perché si vive nell’immediatezza e non sulla costruzione di un rapporto. Ed è molto pericoloso. Ma purtroppo in quest’epoca di tecnologie e di endorfine sviluppate da risposte immediate i sentimenti proiettati sul lungo termine sono i più noiosi quindi vengono lasciati da parte.