Piove e non hai voglia di andare a fare la spesa per preparare la cena? Sulla pagina web che stai visitando compare la pubblicità di una pizzeria a domicilio, a portata di clic. Non è un caso: è la nuova frontiera del marketing online. Il concetto di base esiste già da qualche tempo: si chiama programmatic ed è considerato il santo graal della pubblicità su Internet. L’idea è semplice: utilizzare i dati raccolti sul web per programmare e ottimizzare le campagne pubblicitarie. Nel calderone finiscono i profili e gli interessi dei singoli consumatori, ma anche informazioni molto più generiche che vengono utilizzate per dare la massima efficacia alle pubblicità sul web. In questo modo i produttori possono scegliere di raggiungere una determinata fascia di persone (per esempio maschi tra i 25 e i 30 anni appassionati di auto) per promuovere i loro prodotti. Un sistema che permette anche di adattarsi agli interessi dei consumatori. È il motivo per cui, ad esempio, dopo aver cercato su un sito di e-commerce una macchina fotografica digitale, ci sono buone probabilità che le pagine web che visitiamo siano costellate di pubblicità di fotocamere.

L’evoluzione del programmatic, però, permette di andare oltre questi semplici meccanismi. A spiegare a IlFattoQuotidiano.it i retroscena e le potenzialità delle nuove frontiere è Bill Simmons, ingegnere aerospaziale e co-fondatore di DataXu, una società specializzata in marketing online creata da un gruppo di scienziati che hanno pianificato le missioni su Marte della NASA. “Internet fornisce moltissime informazioni che possono essere applicate al marketing. La quantità di dati che abbiamo a disposizione, però, è tale che i normali sistemi non sono in grado di sfruttarne a fondo le potenzialità. Per questo abbiamo pensato di applicare al marketing le tecniche che abbiamo sviluppato per le missioni NASA su Marte”. L’idea di base è quella di affidare le scelte sulla collocazione della pubblicità a un sistema che è in grado di apprendere da solo come le persone reagiscono alle pubblicità, adattando in tempo reale le strategie di marketing. “Gestire il lancio di un razzo richiede un sistema che permetta di eseguire rapidamente migliaia di correzioni per mantenere la traiettoria ideale” spiega Bill. “Abbiamo pensato che lo stesso sistema potesse essere applicato anche alla pubblicità online”.

Chi si occupa di strategie di marketing è in grado di correggere il taglio delle sue campagne, nella migliore delle ipotesi, una volta al mese. Secondo Simmons e gli scienziati che lavorano a DataXu, di può fare molto meglio. “I nostri sistemi processano 2 Petabyte (2.147.483.648 megabyte) di dati al giorno, prendendo 1,5 milioni di decisioni al secondo per garantire il miglior collocamento delle pubblicità sul web” prosegue Simmons. “I dati comprendono le preferenze e i comportamenti dei singoli consumatori, ma anche altre informazioni. Sappiamo che le persone sono più portate ad acquistare un viaggio quando nella loro città c’è brutto tempo, mentre saranno propense ad acquistare un paio di occhiali da sole quando il tempo è bello. Ma i fattori considerati sono molti di più. Nel caso dei servizi di consegna della pizza a domicilio, per esempio, il sistema valuta tutti i fattori che possono rendere più appetibile il messaggio: se ci sono eventi sportivi in programmazione in TV, qual è il clima in quel momento nella città del potenziale consumatore e qual è l’orario più adatto per visualizzare la pubblicità”. Mandare un razzo su Marte, in confronto, deve essere sembrata una sciocchezza.