Ci piaccia o meno, la risposta italiana a Madonna è solo e soltanto lei: Pamela Prati. Nata solo qualche mese dopo la cantante americana, la showgirl ha quasi 56 anni e sfoggia ancora un corpo mozzafiato, che farebbe invidia a colleghe ben più giovani di lei. L’ennesima prova di questa innegabile tonicità fisica è arrivata ieri sera, nel corso della finale di Si può fare, lo show di RaiUno condotto da Carlo Conti e con Pippo Baudo, Amanda Lear e Yuri Chechi in giuria. La vittoria finale è andata al comico napoletano Biagio Izzo, ma francamente la notizia può tranquillamente passare inosservata. Molto più di impatto, invece, l’esibizione di burlesque della Prati. Due minuti e mezzo di movenze sexy sulle note di Besame Mucho, con tanto di boys al fianco e piume e veli svolazzanti. Uno striminzito bikini non è riuscito a coprire più di tanto le forme della soubrette, che come se non bastasse ha concluso l’esibizione slacciandosi il reggiseno, con le spalle rivolte al pubblico.

I social network, ovviamente, si sono scatenati. E il sentimento dominante, in realtà, è stata una sana invidia per la forma smagliante dell’ultra cinquantenne Prati. La soubrette ha sempre detto che il segreto di cotanta prestanza sta tutto in una vita sana e in tanto esercizio fisico. Chissà se è davvero così semplice arrivare a cinquantasei anni in quel modo. Madonna, altro modello di forma fisica invidiabile, pare soffra più della coetanea italiana per mantenere muscoli e ventre piatto, nonostante tanta attività fisica e qualche innegabile ritocchino, una sorta di tagliando che la regina del pop ogni tanto si concede.

Pamela Prati giura di non dover ringraziare il bisturi e a guardarla c’è da crederci. Non sono forme posticce, ma una evidente tonicità muscolare che è rara per la signore della sua stessa età.
Non sono più gli anni “gloriosi” del Bagaglino, per carità, ma chiunque abbia visto l’esibizione della Prati di ieri sera non può che augurarsi di arrivare alla sua età in quelle stesse condizioni. Anzi, andrebbe benissimo anche un po’ peggio.