La Salara, sede della storica Arcigay il ‘Cassero‘ di Bologna, nel dicembre 2016 potrebbe essere messa a bando e non affidata in convenzione all’associazione Lgtb. Ad annunciarlo è stato il capogruppo Pd a Palazzo D’Accursio Claudio Mazzanti, anche se si tratta ancora di una fase preliminare di discussione. “Lo apprendiamo con grande sorpresa e con profonda tristezza, innanzitutto, perché ci aspettavamo che qualsiasi riflessione sul tema fosse portata avanti in maniera strutturale – scrive l’Arcigay in una nota – cioè considerando tutte le assegnazioni dirette di spazi del Comune di Bologna, e in maniera partecipata, cioè coinvolgendo direttamente le realtà interessate”.

Nel merito della questione, secondo l’associazione gay “il commento può essere uno solo: nel 1982, in anni difficili e per molti versi dolorosi per la città di Bologna, l’amministrazione comunale seppe stabilire il primato della politica, scrivendo una pagina della nostra storia che ancora oggi porta prestigio alla città. Oggi anche quella pagina sembra destinata al furore incondizionato della rottamazione, di chi pensa che non ci siano insegnamenti e valori da tener cari nei decenni che ci lasciamo alle spalle”.

“Il Cassero non ha mai avuto timore di confrontarsi con i bandi: proprio attraverso i bandi, come quelli europei, riceve gran parte dei finanziamenti, e porta onore a Bologna e a chi la abita – prosegue il comunicato – ma qui non si tratta solo di un bando, qui si tratta di fare un passo indietro, di ritrattare una scelta che traccia il profilo di questa città. E lo si fa non solo per amore delle regole, punto di caduta avvilente per la politica, ma per togliere la Salara al Cassero”. Da qui l’appello al segretario provinciale Pd Francesco Critelli, affinché, conclude l’Arcigay “voglia fissarci un incontro urgente, per chiarire i termini di questo dibattito con le modalità più corrette, risparmiandoci un estenuante e indecoroso botta e risposta a mezzo stampa”.