Un attentatore suicida ha fatto esplodere un’autobomba vicino all’aeroporto internazionale di Kabul, in Afghanistan, causando la morte di tre persone e ferendone almeno 18. Una delle vittime è un contractor britannico della Missione della polizia europea (Eupol). L’atto terroristico è stato rivendicato dai talebani con un comunicato del portavoce Zabihullah Mujahid: “Dodici appartenenti a truppe straniere sono morti o hanno riportato ferite”.

Un portavoce della polizia ha spiegato che il kamikaze, a bordo di una Toyota Corolla, si è fatto esplodere nei pressi di un convoglio di truppe straniere sulla strada tra Kabul e la vicina base Nato. Il generale Haqnawaz Haqyar, capo della sicurezza dell’aeroporto Hamid Karzai, ha indicato che l’attentato ha colpito un convoglio di truppe straniere intorno alle 9 di fronte al cancello orientale della sede del Dipartimento di meteorologia. Un testimone ha riferito all’agenzia di stampa Pajhwok che “le vittime sono molte di più”, anche se non ne ha voluto precisare il numero. In un breve comunicato la missione “Resolute Support” della Nato ha indicato: “Stiamo lavorando per raccogliere ulteriori informazioni su quanto avvenuto vicino al KAIA (aeroporto internazionale di Kabul). Al momento non abbiamo informazioni su un coinvolgimento o su vittime della Coalizione”. Secondo fonti comunitarie nella capitale, sul veicolo di Eupol investito dallo scoppio vicino all’aeroporto sedevano due contractors del Close Protection Team che si occupano dei trasporti e della sicurezza e tre membri dello staff (poliziotti o esperti civili) della Missione.

L’autobomba è stata la terza esplosione registrata nelle ultime 12 ore nella capitale. Un ordigno è scoppiato infatti ieri sera nel campus della principale università di Kabul causando il ferimento di due ragazzi. In mattinata un altro ordigno è stato attivato nel quartiere di Kart-e-Now, apparentemente senza causare alcuna vittima.