Due istantanee per descrivere il declino (e l’effetto Fitto). 13 aprile 2013, Bari: 150mila persone in tripudio in Piazza della Libertà. Sotto il sole, solo per lui. Che è tornato in Puglia per una convention del partito. Berlusconi arringa la folla, al suo fianco Fitto è di nuovo delfino dopo un periodo di navigazione in solitaria. Prima del comizio, invece, erano state necessarie le transenne per contenere l’entusiasmo dei sostenitori dell’ex Cavaliere all’esterno dell’Hotel Palace, sede scelta come base della tappa pugliese. 14 maggio 2015, campagna elettorale per le regionali: stesso posto ma scenario diametralmente e desolatamente opposto. Fuori dal solito albergo tre bandiere di Forza Italia e una mezza dozzina di simpatizzanti. Con loro i parlamentari Iurlaro, Sisto ed Elvira Savino. Immancabile il commissario pugliese di Fi Luigi Vitali. I giornalisti, come spesso accade, sono molti di più.

Tutti aspettano il Godot di Arcore, che però ritarda. “Arriverà alle 11”. “Arriverà alle 12”. E mentre il codazzo di peones attende, Francesco Paolo Sisto prova ad ingannare il tempo: entra nella hall dell’albergo, si siede al pianoforte e intona l’inno ufficiale di Forza Italia. L’effetto Titanic è immediato. Nota ufficiale del partito azzurro: “Il presidente Berlusconi ha avuto in queste ore un rialzo febbrile ed è in terapia con antipiretici nel tentativo di abbassare la febbre e consentirgli di recarsi in Puglia come da programma”. Appunto, il programma. La defezione pesa: saltati il pranzo con gli imprenditori al circolo della vela, l’incontro pubblico pomeridiano a Foggia, la cena-fund raising di Villa Ciardi a Bisceglie (per cui, però, si nutrono ancora speranze). A questo punto, sono fortemente a rischio le tappe previste per domani, vale a dire la passeggiata mattutina per le vie di Bari con il fido Sisto, le tappe intermedie e, soprattutto, l’appuntamento clou di Lecce. Qui, nel palazzetto dello sport di Piazza Palio, l’ex Cavaliere dovrebbe incontrare alle 18.30 tutti i sostenitori con al fianco Adriana Poli Bortone, la sua candidata. Che ci rimane male per il pericolo-defezione e non le manda a dire a Vitali.

Il commissario si mostra sereno in favore di telecamera e al telefono: prova a spiegare, a mediare. Avvisa i candidati, di Foggia ma anche di Lecce. In realtà il volto tradisce un certo nervosismo. Tra i cronisti la sensazione è univoca: Silvio non verrà, troppa poca gente. Vitali smentisce categoricamente: “Berlusconi arriverà questa sera, statene certi – dice a ilfattoquotidiano.it – Poca gente? Siamo noi a non aver fatto venire nessuno perché non sapevamo l’orario preciso del suo arrivo. Era inutile far venire i sostenitori, che magari sarebbero stati costretti ad aspettare per molto tempo”. Nel 2013, però, la situazione era identica: nessun orario preciso d’arrivo, ma transenne e forze dell’ordine schierate. “Anche oggi c’erano le stesse misure di sicurezza – spiega il commissario pugliese – Ripeto, è stata una nostra scelta, c’era solo chi si è trovato a passare di lì e si è fermato perché ha visto la polizia”.

Arriva il presidente e il suo partito chiede agli elettori di non venire ad accoglierlo? Raffale Fitto, ospite negli studi dell’emittente Telerama, preferisce non commentare: “Non mi interessa”. Il sorriso a mezza bocca, tuttavia, tradisce una certa soddisfazione, di quelli alla “io l’avevo detto”. Dopo la rottura definitiva con Berlusconi (i due in Puglia puntano su due diversi candidati e Fitto nei giorni scorsi ha anche lanciato una sua associazione politica, l’ex governatore pugliese aveva preannunciato il flop del suo (ex?) partito in Puglia e, in generale, in tutte le regioni che andranno al voto. Il segnale di oggi sembra confermare la sua tesi e i timori dei forzisti della prima ora: alle urne l’effetto Fitto peserà più per Forza Italia che per i candidati di centrosinitra. Di certo, al momento, c’è che Silvio Berlusconi a Bari non sfonda più.