Roberto D’Agostino continua a ripeterlo: “Milano ormai è diventata la vera capitale amorale”. Il riferimento non è solo a mazzette e tangenti ma allo stile di vita della vip society meneghina, decadente e vizioso al punto di far invidia a Gomorra (non quella di Saviano, semmai quella che ‘fa coppia’ con Sodoma). L’ideatore di Dagospia, dopo aver assistito, in diretta, all’esplosione della storica coppia del gossip meneghino, Alberto Dandolo e Ivan Damiano Rota, ha fatto buon viso a cattivo gioco. Così, da qualche settimana i due non firmano più insieme la lettissima rubrica MilanoSpia: su Dago gli spazi dedicati a quel che accade all’ombra della Madonnina sono infatti diventati due, MilanoSpia e Milano Confidential.

Due rubriche sullo stesso argomento, con due firme diverse. D’Agostino gongola: gli scoop sugli altarini del mondo dello spettacolo, dell’imprenditoria e del giornalismo saranno sempre di più e probabilmente sempre più audaci visto il clima concorrenziale che si respira in redazione. Più rubriche, più gossip, più click.

Lo ‘sdoppiamento’ di MilanoSpia, tuttavia, non ha come unica motivazione il ‘fiuto’ di D’agostino per le pagine viste: tra le ragioni che hanno portato alla nascita di Milano Confidential ci sarebbe anche il malcontento professionale di una delle (più note) firme del sito. E soprattutto, ci sarebbe una storia di ordinario gossip. E’ una sera di fine inverno e al ristorante Atlas Foyer (Milano) sono seduti Roberto D’Agostino (con moglie), Ivan Rota (senza moglie), Davide Maggio, Roberto Alessi (con moglie), Alberto Dandolo (con fidanzato, rampollo milanese) e altri non ben identificati amici. Si mangia, si beve, si chiacchiera. Finché non si ‘consuma’ il fatto destinato a creare scompiglio in ‘casa Dagospia’. Chi di gossip ferisce di gossip perisce. O rinasce?