Esuberi «creati artificiosamente» per consentire la concessione della cassa integrazione straordinaria (Cigs) a 68 lavoratori del Gruppo Alitalia attraverso la cessione dei loro contratti ad AirOne spa. Irregolarità, quelle segnalate dagli ispettori del ministero del Lavoro guidato da Giuliano Poletti che il 3 novembre 2014 hanno spinto la direzione generale degli ammortizzatori sociali dello stesso dicastero ad emettere un provvedimento di revoca della Cigs. Non solo. La vicenda potrebbe avere anche strascichi penali: la Procura di Civitavecchia, proprio su segnalazione dell’ispettorato, ha infatti aperto un fascicolo, al momento senza indagati e senza ipotesi di reato, di cui è titolare il sostituto Lorenzo Del Giudice.

DECOLLA LA FURBATA  La vicenda riguarda 66 dipendenti di Alitalia Cai e 2 in forza alla Eas (società entrambe del Gruppo Alitalia) i cui contratti erano stati ceduti ad AirOne spa. «Gli accertamenti ispettivi – si legge nel provvedimento di revoca firmato dal direttore generale Ugo Menziani – hanno evidenziato che, nonostante i singoli accordi di cessione di contratto prevedessero il passaggio del personale ex Alitalia Cai nell’ambito della direzione vendite di AirOne spa (settore di attività interessato dagli interventi di cassa integrazione guadagni straordinaria per cessazione di attività), tale passaggio in realtà non si è mai concretizzato». Insomma, un trasferimento fittizio per beneficiare degli ammortizzatori sociali. Infatti, come spiega ancora il provvedimento di revoca, «contestualmente» alla cessione dei contratti «ai singoli lavoratori è stato richiesto dalla società AirOne spa di sottoscrivere una istanza volta alla fruizione di tre mesi di aspettativa retribuita nonché altra istanza di “adesione volontaria” al programma di Cigs». In pratica, i 68 lavoratori hanno iniziato a percepire l’assegno di cassa integrazione straordinaria senza aver «mai prestato alcuna attività lavorativa in AirOne né tantomeno nel settore Direzione vendite», al quale erano stati destinati a seguito del trasferimento.

BANCOMAT AZIENDALE  Sentito da ilfattoquotidiano.it, il ministero del Lavoro precisa che le verifiche ispettive sono state avviate dopo che erano pervenute «segnalazioni di lavoratori in merito a presunte irregolarità» nella gestione della Cigs. Contro il provvedimento della direzione generale degli ammortizzatori sociali AirOne spa ha proposto ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar) del Lazio, dinanzi al quale il 9 aprile si è tenuta la prima udienza per la discussione dell’istanza di sospensiva presentata dalla compagnia aerea. «Il caso Alitalia Cai è emblematico di ciò che da tempo denunciamo e cioè che gli ammortizzatori sociali sono diventati un vero e proprio bancomat attraverso il quale le aziende finanziano le ristrutturazioni espellendo il personale più garantito e a più alto costo e rimpiazzandolo con personale precario», commenta, per nulla sorpreso dell’accaduto, Antonio Amoroso, componente della segreteria nazionale del Cub Trasporti. «Il tutto a carico delle casse dello Stato e, spesso, con il consenso delle Istituzioni che, anziché preoccuparsi di rilanciare l’occupazione, finiscono per farsi garanti dei profitti dei privati scaricandoli sulla collettività – conclude –. Eppure, con la stessa spesa si potrebbe optare per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Con un duplice vantaggio: lasciare intatti i livelli occupazionali ed evitare abusi e distorsioni del sistema degli ammortizzatori sociali».
Twitter: @Antonio_Pitoni