Il Muro delle bambole di Milano, un’installazione artistica presente su una parete di via De Amicis 2 e che vuole denunciare la violenza sulle donne, è a sua volta vittima di violenze. Sono decine infatti le bambole strappate, deturpate, danneggiate; alcune sono state incendiate, altre decapitate… Sul muro è così possibile osservare un’immagine plastica del poco rispetto che alcuni uomini riservano alle donne: davvero uno specchio dei tempi.

A questo muro e alle violenze che ha subito, ho ripensato sentendo quanto dichiarato di recente da Beppe Grillo, il leader del Movimento 5 stelle, ovvero che la pratica della mammografia sarebbe pubblicizzata per interesse di qualcuno. “È il sistema che non va – ha sostenuto l’ex comico genovese – Veronesi, ad esempio, pubblicizza le mammografie, ripete di continuo alle donne di farle. Probabilmente Veronesi parla così per avere sovvenzioni per il suo istituto”.

Le parole di Grillo, quindi, inculcano il dubbio che dietro lo screening mammario ci possano essere secondi fini. Io non la penso così, ma aggiungo che tutto, certamente, non aiuta la campagna di prevenzione contro i tumori. Anche questo mi sembra un segno di non-rispetto, fatto da un uomo ai danni delle donne. Diffondere un’informazione tanto fuorviante, infatti, non può che far del male, e in un certo senso ‘violentare’, se non fisicamente almeno moralmente, l’intelligenza femminile.

Sento una forte delusione nell’apprendere che un leader politico di tanto carisma, possa abbandonarsi ad affermazioni del genere. Mi piacerebbe quindi che in Italia si continuasse con forza l’attività di prevenzione attraverso lo screening mammofragico; anzi, che siano devoluti più fondi e risorse per promuovere questo tipo di prevenzione secondaria, che rimane un tassello fondamentale per avere una diagnosi precoce del tumore al seno e quindi salvare la vita delle donne.