“Ognuno di questi tagli è come un colpo vibrato al cuore. È una vigliaccata, un’infamia intollerabile”. Domenico Fazzari, presidente della Cooperativa Valle del Marro “Libera Terra”, commenta così la terza intimidazione subita in quattro anni. Un centinaio di alberi di ulivo, infatti, sono stati tagliati da sconosciuti. L’uliveto, di 11 ettari, è stato confiscato alla ‘ndrangheta ed è gestito dal 2005 dall’associazione a Baronello, a Castellace, frazione di Oppido Mamertina (Reggio Calabria). Sono stati i soci della cooperativa a scoprire il taglio degli alberi portato a termine con l’uso di accette.

Confidiamo nella magistratura e nelle forze dell’ordine – aggiunge Fazzari – affinché gli autori dell’atto intimidatorio vengano presto consegnati alla giustizia e siano scongiurati ulteriori fatti criminosi. Quello dell’uso sociale dei beni confiscati alla mafia è un tema sul quale non deve mai calare l’attenzione e l’impegno di tutti. Quando ciò succede, le mafie sono sempre pronte ad approfittarne. Malgrado questa nuova intimidazione, restiamo sereni. Continueremo ad andare avanti con l’impegno e la motivazione di sempre, fiduciosi nell’intervento delle autorità”.

“È un grande dolore – dice il vice presidente della Cooperativa, Sergio Casadonte vedere spezzata la fragile vita di una pianta in crescita. Ancora una volta un bene confiscato, simbolo del riscatto sociale, viene colpito. Contro un gesto così vergognoso reagisca tutta la società civile”.

Il primo atto intimidatorio è avvenuto a giugno del 2011, quando un incendio doloso ha distrutto cinquecento alberi secolari. Un anno dopo, ad essere distrutto dalle fiamme è stato un escavatore della cooperativa che era all’opera su quel terreno per i lavori di espianto degli alberi bruciati. Nel 2013 un impianto di 1.200 piante di ulivo ha restituito nuova vita al terreno, che sembra però non trovare pace.

“La parola antimafia? Cambiamola. L’antimafia è un problema di coscienza, non una carta di identità. Ci sono mafiosi che fanno gli antimafiosi..c’è di tutto” dice don Luigi Ciotti partecipando alla presentazione del libro del Pm Nino Di Matteo “Collusi”. “Dobbiamo stare molto attenti – aggiunge – i mafiosi provano a infilarsi e a confondere. In Calabria poche ore fa hanno distrutto una nostra cooperativa tagliando ulivi secolari. Sugli ecoreati si faccia in fretta, da 20 anni organizzazioni combattono per questo tema. Vogliamo farla la lotta alla mafia o no?”.

Foto dal sito della cooperativa