Il Giro della California a secco: ciclisti a secco
In diretta concorrenza con il nostro Giro d’Italia, si sta correndo anche il decisamente meno rinomato Giro della California. Attenzione, però: quest’anno, a differenza delle edizioni precedenti, la corsa a tappe americana ha dei veri protagonisti, potendo schierare alla partenza gente come l’inglese Cavendish o il campione locale Tyler Farrar, che il nostro giro lo ha pure corso da protagonista. Ma la vera notizia per il tour della California riguarda l’acqua. Infatti la siccità mai vista prima che sta colpendo la California (in certe zone, compresa quella di Los Angeles, non piove da più di un anno) ha finito con l’influire – anche se in maniera un po’ goffa – sulla carovana della corsa. Nella seconda tappa, con l’acqua minerale imbottigliata che scarseggia come diretta conseguenza dell’assenza di quella corrente nei rubinetti delle fattorie, alcune squadre hanno fatto davvero fatica a trovare dell’acqua ‘purificata’ da mischiare ai sali minerali da dare, in corsa, ai corridori. La situazione si è poi risolta in pochi minuti, ma dà un’idea di come stiano realmente le cose a livello idrico in California.

Le statue trafugate con i Khmer Rossi al potere ritornano in Cambogia
La guerra civile in Cambogia degli anni Settanta ha portato milioni di morti con l’ascesa al potere dei Khmer rossi. Durante quei terribili anni, il patrimonio artistico cambogiano è stato depauperato di centinaia di statue ed oggetti dall’inestimabile valore economico e spirituale, spariti nel nulla, trafugati dai templi, approfittando del momento di caos sociale. In particolar modo, erano venute a mancare una serie di statue rappresentanti vari aspetti del mondo buddista, molte di queste finite poi, come per magia, in vari musei statunitensi. Le stesse statue sono rimaste esposte al pubblico come se nulla fosse e come se la loro provenienza fosse regolare e non frutto di un sanguinoso contrabbando. Da qualche anno il governo americano e quello cambogiano hanno raggiunto un accordo per far rientrare in possesso dello stato asiatico tutti i pezzi dei quali si conosca l’ubicazione: ultimo dei quali, una splendida statua alta un metro di una divinità Hindu, metà uomo e metà scimmia. La stessa era conservata ed esposta al Cleveland museum of art dal 1982. La statua e stata rimossa senza troppo clamore dalla città dell’Ohio, per arrivare a Phnom Penh tra la soddisfazione generale, enfatizzata dai locali monaci buddisti. Negli anni scorsi, molti musei americani come il Metropolitan di New York, anche controvoglia, avevano rispedito in Cambogia una ventina di altre statue.

Bo Derek: “Lei mie colleghe? Mammolette invecchiate male”
Per quelli che adesso hanno più di 50 anni, Bo Derek è stata probabilmente il primo vero sex symbol, nel senso più puro del termine. Con il film 10, la Derek è entrata di prepotenza nei desideri di tutti quelli che, sognando l’America, identificavano la stessa nel volto e nel corpo dell’attrice che al tempo aveva 23 anni. Oltre al film diretto da Blake Edwards, la Derek era però diventata famosa anche per un altro fattore, la sua fuga d’amore, a diciassette anni, con il regista e fotografo John Derek, sposato con la star Linda Evans e di trent’anni più vecchio di lei. La loro storia aveva monopolizzato per mesi le prime pagine di tutti i giornali, non solo quelli di gossip. Adesso, la mitica Bo, splendida sessantenne con qualche aiutino del bisturi, vive in un immenso ranch, con il suo attuale compagno, che ha conosciuto poco dopo la morte d’infarto del marito. In una recente intervista alla rete televisiva CBS, l’attrice è tornata alla ribalta per aver definito “sissy” ovvero “mammolette” molte delle sue colleghe che, secondo lei, non hanno saputo invecchiare come si dovrebbe. Secondo lei, il suo esempio potrebbe insegnare un po’ a tutte le star di Hollywood passate di moda con l’età, che si può essere affascinanti ed attraenti anche quando le macchine da presa sono oramai un lontano ricordo.

La vicina modello è in realtà una trafficante di medicinali illeciti
Per i suoi vicini di casa a Knoxville, Tennessee, Silvya Hofstetter era la donna perfetta, quella di cui fidarsi e con cui confidarsi. I suoi party per Halloween e per il 4 di luglio, nella villa che si era costruita ai margini della zona ‘bene’ della città, erano diventati in poco tempo quelli a cui nessuno poteva mancare. Le luminarie natalizie della sua abitazione avevano vinto una serie di concorsi come le più spettacolari dello stato. Adesso, dopo che la donna è stata arrestata dall’FBI con un serie di accuse lunghe quanto un rotolo di carta igienica, nel quartiere sono rimasti tutti a bocca aperta. La perfetta vicina, mamma e nonna affettuosa, era infatti a capo di un vero e proprio racket per la smercio illegale di medicine, in special modo antidolorifici e sonniferi, ricercatissimi sul mercato nero americano. L’FBI ha valutato che in meno di quattro anni la Hofsetter abbia incassato circa venti milioni di dollari dopo aver stretto una serie di accordi con delle cliniche locali, che, sottobanco, le fornivano le medicine che lei poi smerciava un po’ dovunque, fornendo più di cento clienti al giorno. Il commercio illegale dei cosiddetti painkiller, dei quali si diventa dipendenti tanto quanto delle vere e proprie droghe, causa ogni anno un cinquantina di morti sul suolo americano, con la FBI e la DEA sempre più focalizzate per capire dove e come lo stesso commercio si sviluppi. Per la donna, in attesa di processo, potrebbero arrivare 30 anni di prigione, visto che è accusata anche di riciclaggio di denaro per un vero e proprio cartello che operava nel sud degli Stati Uniti. Ironia della sorte: l’avvocato che la difenderà nel processo che sta per iniziare si chiama Ricahrd Escobar. A proposito di cartelli, il cognome vi ricorda qualcuno?

L’accademia dei bianchi dedica il nuovo dormitorio alla prima recluta nera
L’accademia militare di West Point, la più celebre d’America, ha deciso di onorare il suo primo cadetto di colore, intitolando a suo nome un nuovo dormitorio all’interno del campus. Nel 1932, Benjamin O. Davis Jr. aveva deciso di andare contro ogni logica del tempo, arruolandosi all’accademia che, fino a quel giorno, aveva avuto solo alunni/soldati dalla pelle bianca. La presenza del primo afroamericano a West Point, non era passata inosservata agli altri addetti che, sin dal primo giorno, lo avevano isolato in ogni maniera. Davis aveva dormito e mangiato da solo per quattro anni, durante i quali, a parte per dargli degli ordini, nessuno gli aveva mai rivolto la parola. Adesso, a dieci anni dalla sua scomparsa, l’accademia ha voluto ricordarlo nel migliore dei modi, rendendo il suo nome impossibile da dimenticare.

Il campione di football e la sua squadra condannati per palloni sgonfi
Alla fine la NFL (la lega di football americano) ha deciso di punire la squadra di New England ed il suo quarterback, il conosciutissimo Tom Brady, per lo scandalo conosciuto come “deflagate”. I Patriots sono stati multati per un milione di dollari, Brady squalificato per quattro partite. Il “Deflagate”era scoppiato durante i playoffs per una denuncia informale degli Indianapolis Colts che, esaminando i palloni usati nella partita persa con gli stessi Patriots, li avevano trovati più sgonfi di come preveda il regolamento. Da lì era partita una indagine durata sei mesi che adesso ha portato alle sanzioni. La cosa molto particolare è che tutti, Colts compresi, sin dal primo momento avevano accettato il fatto che Brady fosse innocente, perché non a conoscenza dei fatti. Il tutto sarebbe stato generato da un addetto agli equipaggiamenti di New England che, durante l’intervallo dell’incontro, avrebbe diminuito la pressione interna dei palloni, rendendone più facile la presa da parte del quarterback.

Week end con il morto (sul letto del fiume)
Negli ultimi giorni i quotidiani dell’Arizona non hanno parlato d’altro: due scheletri trovati legati a due sedie sdraio, sul fondo del fiume Colorado. Individuati da un subaqueo, gli scheletri erano poi stati presi in consegna dalla polizia locale che aveva fornito le foto che li ritraevano ai media locali. In pochi minuti era scattata una vasta indagine per capire chi fossero le due persone finite in quel modo e da quanto tempo fossero sul fondo del fiume. Il tutto, però, si è sgonfiato quasi subito quando i pompieri, impegnati nel recupero dei corpi, hanno stabilito che i due scheletri erano in realtà finti, probabilmente dei manichini utilizzati per qualche ricorrenza come Halloween. Di lì a poco è venuta allo scoperto anche una coppia residente nella cittadina di Parker che ha candidamente ammesso di aver volutamente messo in acqua gli scheletri, per puro divertimento. Contro le due persone, delle quali, per adesso, non sono state rilasciate le generalità, non sono previste denunce: “Pur non volendo incoraggiare atti di questo tipo – ha detto il capo della polizia locale – non vediamo nulla contrario alla legge nel gesto dei due rei confessi”. L’America è un grande paese o cosa?