“All’arrembaggio”, si sarebbe detto vedendoli da lontano. In una quindicina sul pontile. Ansiosi (un po’ troppo) di entrare al cocktail per l’apertura della mostra “Portable Classic” nella sede veneziana della Fondazione Prada. Sono scesi dal taxi nonostante sul pontile la fila fosse già molto lunga. E in un secondo… trac, ecco l’imprevisto. E’ stata una sequenza di pochi minuti ma rimarrà fotografata per sempre. Il pontile si è inclinato sotto il peso degli “invitati” che poi invitati non erano ma pare stessero tentando di “imbucarsi” alla festa, e tutti sono finiti in ammollo a rovinare il tacco 12.

E’ successo giovedì sera, sul pontiletto davanti a Ca’ Corner della Regina, nella sede della Fondazione Prada, proprio prima del cocktail di celebrazione del vernissage. A finire in acqua, ingioiellati e ingiacchettati sono stati in sette. Che non erano nemmeno in lista. Qualcuno insomma che aveva deciso di visitare la mostra nella serata del cocktail o che (più probabilmente) avevano deciso di provare a giocare la carta dell’arrivo in taxi per entrare comunque. “Noi abbiamo ripetuto più volte agli ospiti di non scendere tutti insieme dal taxi altrimenti il pontile non avrebbe retto – spiegano dalla Fondazione Prada – ma nell’agitazione del momento non ci hanno dato ascolto”.

E così la serata è finita con gli abiti inzuppati. Per fortuna davanti a Ca’ Corner della Regina l’acqua è bassa e i sette che sono finiti in ammollo non hanno rischiato di annegare anche se sono dovuti rimanere con l’acqua fino a metà busto finché la security li ha recuperati (e finché i fotografi li hanno immortalati per sempre). Una volta issati a bordo, qualcuno con arrampicate imbarazzanti nei cordoli di metallo sfoggiando perfino un pantalone di pelle rosso acceso e spolverini blu, sono stati accolti dalla sicurezza.

“Non erano nella nostra lista invitati ma ovviamente abbiamo fatto il possibile per aiutarli. Abbiamo dato loro degli asciugamani e il medico che era presente si è messo a loro disposizione. Naturalmente dopo averli recuperati”. Tutto questo mentre dentro il cocktail stava entrando nel clou. C’era la presidente della Fondazione Miuccia Prada ma anche Germano Celant e Rosa Barba, Carsten Höller, Thomas Demand, Andreas Slominski, Anish Kapoor; direttori e curatori di musei internazionali come Udo Kittelmann (Nationalgalerie Berlin), Daniel Birnbaum (Moderna Museet), Massimilano Gioni (New Museum), Beatrix Ruff (Stedelijk Museum), Paolo Baratta (la Biennale di Venezia), Hans Ulrich Obrist e Julia Peyton-Jones (Serpentine Gallery), Maja Hoffmann (LUMA Foundation), Chris Dercon (Tate Modern) tanto per citarne alcuni. E pure loro, i sette “imbucati” ci sono entrati, alla fine, anche se soltanto per asciugarsi i vestiti con gli asciugamani messi a disposizione dalla Fondazione e per ripartire poco dopo in taxi, per tornare in albergo a cambiarsi d’abito.