Presidenti e dirigenti di club, arbitri, membri della Federazione e della Lega. Ci sono tutte le componenti necessarie dietro allo scandalo corruzione e partite truccate emerso dalle indagini sul calcio greco. Una vera e propria “organizzazione criminale”, la definiscono gli investigatori, che coinvolge 26 membri e dirigenti legati alla Superleague ellenica, tra cui il presidente dell’Olympiakos, squadra di Atene detentrice dell’ultimo campionato, Evangelos Marinakis. Il 29 aprile è arrivato anche l’ultimatum da parte di Fifa e Uefa: la Nazionale e le squadre di club rischiano di essere escluse dalle competizioni europee e internazionali, una “Football Grexit” che penalizzerebbe irrimediabilmente il calcio greco.

Il nome circolato con maggiore insistenza è quello del proprietario e presidente dei biancorossi di Atene. Le accuse mosse dagli investigatori nei confronti dell’imprenditore nel campo delle spedizioni via mare sono quelle di incitamento all’estorsione, incitamento alla violenza, durante i numerosi scontri che hanno visto protagonista la tifoseria del Pireo e che hanno contribuito alla decisione del governo di stoppare più volte il campionato, e incitamento alla corruzione legata al mondo delle scommesse sportive. La Calciopoli greca poteva andare avanti, sostengono gli investigatori, grazie all’appoggio fornito da altri dirigenti di club, tra cui Giannis Kobotis, presidente del Levadiakos, da tre arbitri, tre membri della Federcalcio, due membri del Comitato centrale degli arbitri e un membro della Lega. Se le accuse trovassero delle conferme, le 26 persone coinvolte rischiano condanne fino a 10 anni di carcere.
Questo nuovo scandalo ha fatto crescere la tensione, già alta a causa del problema violenza, tra i vertici del calcio ellenico, il governo Tsipras, che sta portando avanti un progetto di riforma in Parlamento, e i responsabili di Uefa e Fifa.

Proprio dopo la notizia delle indagini sulla corruzione, Gianni Infantino, segretario generale dell’Uefa, è volato ad Atene per incontrarsi con il vice ministro dello Sport, Stavros Kontonis, e portare l’ultimatum al governo sulla gestione del calcio greco: “Non esiteremo a sospendere le squadre greche dalle competizioni internazionali – ha dichiarato – se il governo non si impegnerà a non interferire in questioni che riguardano esclusivamente la Federazione che è un organo che si deve autogovernare”. Il riferimento è alle proposte di legge in discussione in Parlamento che darebbero, tra le altre cose, maggiori poteri all’esecutivo nella gestione del calcio. Un faccia a faccia che sembra aver smosso i legislatori greci che, ammette Kontonis, hanno comunque deciso di adottare la legge, rivista però dopo una consultazione con i vertici dell’Uefa. Adesso tocca all’organizzazione esprimersi sulla nuova norma che regolerà il calcio ellenico, con il rischio ancora alto che si arrivi all’esclusione di club e nazionale dalle competizioni internazionali, facendo così crollare il ranking del campionato.

Nei giorni precedenti l’annuncio del viceministro dello Sport, Infantino, in seguito alle richieste di numerosi dirigenti di club, si era detto comunque disponibile a una cooperazione con il governo Tsipras per risolvere i problemi del campionato greco: “Siamo disponibili ad incontrarci e offrire il nostro aiuto alla Federazione, al governo greco e al vice ministro dello Sport, facendo proposte sui provvedimenti da prendere per uscire da questa situazione”. Poi, però, l’ultimatum: “Siamo veramente dispiaciuti – conclude – perché il governo ignora le nostre proposte, continuando per la sua strada e cercando di intervenire in un’organizzazione autonoma come quella del calcio. Sfortunatamente, se questa proposta di riforma passerà, ci vedremo costretti ad escludere la Federcalcio greca da tutte le competizioni” europee e internazionali.

Twitter: @GianniRosini