Fideuram, parte del gruppo Intesa Sanpaolo, dovrà risarcire un totale di 88mila euro più le spese legali a un pensionato 86enne di Taranto a cui nel maggio 2008 ha venduto titoli di Lehman Brothers. Che sarebbe fallita pochi mesi dopo. Il 2 maggio il Tribunale pugliese ha infatti dato ragione all’anziano, assistito dai legali di Confconsumatori Brindisi e Dalla parte del consumatore, condannando l’istituto a rendergli i 73mila euro investiti più un ulteriore risarcimento di 15mila euro per il danno patrimoniale subito.

La sentenza riconosce la responsabilità della banca per “violazione degli obblighi informativi”, perché i consulenti dell’istituto avevano prospettato le obbligazioni Lehman come “sicure” e “a capitale garantito“, garantendo al pensionato che avrebbe potuto disinvestire in qualsiasi momento “senza rischi di penale o di perdite“. Peccato che nel foglio descrittivo si leggesse che l’emittente era “soggetto a rischio fallimento“. Di conseguenza il tribunale ha rilevato che i titoli non avevano “alcuna delle caratteristiche fatte palesi dal profilo di investitore delineato dal questionario proposto dal collocatore”, in base al quale l’anziano aveva chiesto un investimento in grado di “rivalutare il capitale” e “con un’esposizione limitata alle oscillazioni di mercato”. Averli venduti è stato palesemente “inadeguato” per le esigenze del risparmiatore, che tra l’altro aveva “redditi contenuti” e “non era dotato di esperienza in materia finanziaria”.

Il riconoscimento del danno patrimoniale, un unicum in cause di questo tipo, deriva infine dal fatto che i giudici hanno ritenuto che se l’acquirente avesse investito in titoli sicuri avrebbe potuto “indirizzare i propri risparmi verso la naturale destinazione”, cioè “la sottoscrizione di titoli di Stato a reddito certo e fisso”. Di cui il tribunale ha calcolato il rendimento alternativo, quantificando il danno in 15mila euro.