Si mette male, molto male, la strada verso Varsavia per Napoli e Fiorentina. Motivi diversi ma stessa situazione complicata in vista del ritorno delle semifinali di Europa League. La condizione della squadra di Montella è disperata dopo la valanga che l’ha travolta a Siviglia. Per ribaltare i tre gol subiti contro i campioni in carica servirà un’impresa sportiva che per quanto visto in Spagna appare difficile realizzare. Unai Emery ha trasmesso ai suoi mentalità, solidità e dispone di un bagaglio tecnico più che sufficiente per resistere al probabile tentativo di assalto viola. Il quadro si complica se si aggiungono le difficoltà a buttarla dentro degli uomini di Montella, molto imprecisi nel primo tempo. Di occasione ne ha sprecate anche il Napoli, a lungo soporifero prima di spaccare la partita e non riuscire a dilagare per demeriti propri e a causa della serata di grazia di Boyko. L’1-0 non sarebbe stato un margine rassicurante in Ucraina, ma sempre meglio del pareggio maturato nei minuti finali con una gigantesca macchia per il fuorigioco non segnalato sul cross da cui nasce la rete di Seleznyov. Tra una settimana si spera di non dover mettere in fila tutti i rimpianti maturati tra Napoli e Siviglia. Sarebbero tantissimi.  

Siviglia-Fiorentina 3-0: 17’ e 52’ Vidal, 75’ Gameiro

A Siviglia si combatte fin dai primi minuti. È una battaglia senza quartiere per un quarto d’ora. Il primo alfiere a muoversi sullo scacchiere viola è Joaquin. Da sinistra lo spagnolo manda spesso in crisi la difesa di Emery che da quella parte propone Aleix Vidal come terzino. E a conti fatti sarà un rischio più che ripagato. La migliore delle accelerazioni dell’ex Betis produce un’occasione ghiotta che Gomez spreca. Il Siviglia risponde coinvolgendo tutta la pattuglia degli avanti nella manovra. La produzione è sterile fino a quando proprio Vidal non rompe l’equilibrio piazzando il colpo al 17esimo dopo lo sfondamento di Vitolo a sinistra e la sponda di Bacca. Difesa della Fiorentina troppo bassa e poco reattiva. È lo stesso problema degli spagnoli, però i viola non li puniscono. Ne avrebbero l’occasione sessanta secondi dopo il vantaggio, ancora grazie a Joaquin. Mati Fernandez divora tutto a tre metri da Sergio Rico, che nel giro di dieci minuti deve ripetersi ancora su Mati e poi su Salah dopo una grande azione di Tomovic sulla destra. Si procede a folate da una parte e dall’altra senza che Neto e il giovane portiere spagnolo (classe ’93) siano davvero chiamati in causa. Quando accade di nuovo, non è una buona notizia per la Fiorentina. Perché ancora Vidal brucia Neto (non impeccabile nella scelta di non coprire il palo) dopo un clamoroso errore a centrocampo di Badelj che spiana la strada al terzino spagnolo. È una sofferenza vera ogni volta che il Siviglia ha spazi nei quali scatenarsi. Prova e riprova, arriva l’occasione buona per il tris. Trémoulinas se ne va a sinistra dove Micah Richards è fuori posizione e trova al centro Vidal, ancora lui, che spiazza per Gameiro. Facile per il francese timbra il tabellino dei marcatori e spedire all’inferno i viola. Risalire, giovedì prossimo, sarà dura. Il Siviglia è padrone del proprio destino.

Napoli-Dnipro 1-1: 50’ David Lopez, 80’ Seleznyov

Il Dnipro sa che reggere al San Paolo vorrebbe dire sbilanciare la sfida. E imposta una partita in trincea. Il risultato è evidente nei primi quarantacinque minuti, sterili anche per colpa del Napoli che fa pressing e tiene il pallino del gioco provando a pungere con Insigne e Maggio, fasce opposte ma stesso motorino. Ma di errori azzurri se ne contano a decine in fase d’impostazione o di finalizzazione. Lo scugnizzo è il più pericoloso con una botta da fuori. Sono passati 9 minuti e da quel momento in poi non si vedrà più l’ombra di un’occasione vera fino all’intervallo. Gli ucraini non fanno nulla per affondare, anche il talento di Konoplyanka resta fuori dalla partita. Non è una semifinale vibrante e nessuno ci mette del suo per accederla. Può cambiarla solo un episodio. Arriva in apertura di secondo tempo su calcio d’angolo con David Lopez. Gran stacco di testa sul corner di Insigne  e la partita gira. Infatti cinque minuti dopo Higuain avrebbe la palla buona – lanciato da Hamsik, positivo – per aumentare la pendenza della discesa verso la finale, ma Boyko risponde ‘no’. E poco dopo Cheberyachko spazza il cross dell’argentino per Callejon, che avrebbe dovuto solo spingerla dentro. Diventa un monologo che il Napoli colpevolmente non porta in scena fino in fondo. Tra il 65esimo e il 78esimo Callejon, Insigne e due volte Higuain hanno la possibilità di scavare il solco-qualificazione. Non ci riescono per errori propri e miracoli di Boyko. Così la più classica delle sceneggiature prende piede al San Paolo: il Dnipro segna alla prima, vera occasione con la complicità di arbitro e guardialinee che ignorano un fuorigioco macroscopico sul cross di Fedetskiy che trova pronto Seleznyov. Una beffa evitabile che complica il viaggio in Ucraina dove hanno già salutato l’Europa League Olympiacos, Ajax e Club Brugge. Servirà cinismo, per il resto il Napoli ha già dimostrato d’avere le carte in regola per godersi Varsavia.

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