Più di cinquecentomila firme per abolire il vitalizio ai condannati per mafia e corruzione. E’ il risultato della campagna ‘Riparte il futuro,‘ promossa da Libera e il gruppo Abele, e della petizione lanciata su change.org. Firme consegnate oggi ai presidenti di Camera e Senato, Pietro Grasso e Laura Boldrini dal direttore di Libera Enrico Fontana e Franco La Torre, figlio di Pio La Torre e membro della presidenza Libera, in vista della riunione degli uffici di presidenza di Camera e Senato prevista per domani che dovrà deliberare sul tema. “E’ per noi una norma di buonsenso, speriamo che si annulli questo privilegio per chi è stato condannato in maniera definitiva e per chi non onora la Repubblica secondo quanto previsto dall’art.54, sarebbe un modo per riconciliare i cittadini con le istituzioni” afferma La Torre. “E’ la petizione di maggior successo da quando operiamo in Italia, la più popolare su Internet” ci dice la direttrice di change.org, Elisa Finocchiaro. Se l’opinione pubblica è concorde, la politica però si divide, il Pd fa melina, i costituzionalisti hanno pareri discordanti sulla legittimità dell’abolizione per regolamento e non per legge. “I presidenti di Camera e Senato hanno espresso la loro volontà di chiudere questa partita, sono convinti che si possa procedere per delibera, faranno il possibile, ma serve la pressione dell’opinione pubblica, per questo domani saremo in piazza, in un sit-in a Montecitorio proprio in concomitanza della riunione degli uffici di presidenza, questo è il momento, basta rinvii”, afferma Fontana  di Irene Buscemi