Il Movimento 5 stelle di Livorno vuol cambiare la denominazione delle due principali vie del centro, intitolandole alla memoria di Ernesto “Che” Guevara e di Garibaldo Benifei, partigiano 103enne livornese morto lo scorso 24 aprile. Una proposta che fa discutere, anche perché una delle due strade in questione è intitolata a Bettino Ricasoli (l’altra è denominata via Grande): “Ma il ‘Barone di ferro’ non merita questo posto d’onore nella cultura livornese”, è il ritornello dei grillini. Critico il Pd, che comunque si dichiara favorevole all’intitolazione delle vie a Benifei e Guevara: “Via Grande e soprattutto via Ricasoli – dichiara a ilfattoquotidiano.it il capogruppo Marco Ruggeri – non possono esser sostituite, fanno parte della storia cittadina. Si cerchino altre soluzioni. Questa è solo una manovra sensazionalistica da campagna elettorale. Ricasoli poco importante per Livorno? Si dimostra di aver qualche problemino con la storia”. Le mozioni saranno portate in conferenza dei capigruppo il prossimo 14 maggio: “L’obiettivo – riferisce il capogruppo pentastellato Giuseppe Grillotti – è discuterne a breve in consiglio comunale”. Cosa ne pensa il sindaco Filippo Nogarin? ilfattoquotidiano.it ha provato ripetutamente a contattare lui e il suo portavoce, ma entrambi non hanno mai risposto.

L’idea di sostituire via Ricasoli con via Benifei era stata lanciata nei giorni scorsi dal sito www.livorno5stelle.it (“Uno spazio fondamentalmente gestito dal gruppo consiliare” precisa Grillotti). “Ricasoli – attacca il M5S – ha mantenuto le leggi livornine in atto finché è stato capo del governo, esclusivamente per interessi personali come tutti i bravi lobbisti che con il potere dei soldi scalano la politica: il barone commercializzava vino dalla sua enorme tenuta in Chianti e così facendo sfruttava le agevolazioni fiscali del tempo”. Tirato in ballo anche l’assedio (11 maggio 1849) degli austriaci ai danni di Livorno: “Ricasoli, assistente dell’esercito austriaco, contribuì ad aprire la breccia dalla porta San Marco e poche ore dopo assistette compiaciuto al sacco”. Il barone avrebbe inoltre parlato di “popolaccio livornese conosciuto per antica corruzione e guastato dai ciurmatori politici”, parole che evidenzierebbero “la soddisfazione di avere sulla coscienza 400 livornesi morti sul campo e altrettanti fucilati in sommarie esecuzioni per la difesa della libertà”.

E l’onoreficenza al “Che” invece? “Un tributo alla figura umana più che all’idea politica – conclude Grillotti – a Livorno è nato il Partito comunista, non credo che si avrà difficoltà a sostenere la nostra proposta. Strano comunque che nessuno prima d’oggi si sia impegnato per un passo simile”.

Il Pd intanto invita alla calma. “Non dimentichiamoci – precisa Ruggeri – che è possibile intitolare una strada a una persona solo se questa è morta da 10 anni. Questo vincolo cadrebbe se la prefettura riconoscesse a Garibaldo un’importanza di livello nazionale: mi auguro ovviamente che ciò avvenga”. L’esponente Pd, candidato sindaco alle ultime elezioni, se la prende con il Movimento: “E’ un errore storico dire che Ricasoli ha avuto poca importanza per Livorno. Trovo assolutamente inopportuno che i grillini utilizzino Benifei come una sorta di grimaldello per cercare di rivedere la storia: questa è un’operazione squallida”. Dal canto loro i pentastellati precisano dal blog che non si vuole assolutamente “cancellare la storia” bensì solo far chiarezza. E a chi chiede polemicamente se non siano altri i problemi da risolvere si ribatte: “Possiamo affrontare i problemi che si vogliono, ma senza un popolo unito almeno nei fondamenti non si andrà da nessuna parte”.