Jean-Marie Le Pen sospeso temporaneamente “in attesa di un prossimo Congresso straordinario del partito”. E’ questa la decisione dell’organismo direttivo del Front National riunito per esprimersi a livello disciplinare contro il fondatore del Movimento. Il provvedimento arriva dopo le sue dichiarazioni antisemite al giornale di estrema destra Rivarol di un mese fa quando aveva definito, per l’ennesima volta, “i campi di concentramento un dettaglio della storia”. Proprio quelle parole avevano determinato l’esclusione dalla corsa per le Regionali in Provenza e la rottura ufficiale con la figlia Marine, presidente del partito. Il fondatore del partito nazionalista francese ed europarlamentare ha ricevuto inoltre una “esclusione verbale”, come annunciato dal deputato Gilbert Collard ai microfoni di Bfm Tv.

Durissima la reazione del fondatore del partito: “Mi vergogno che la presidente del Front National porti il mio nome”, ha detto Jean-Marie Le Pen ai microfoni di Europe 1, auspicando che la figlia “perda il cognome di famiglia il più rapidamente possibile”. “Può farlo – ha aggiunto – sia sposando il suo concubino, sia forse il signor Philippot (vicepresidente, dichiaratamente gay, ndr) o qualcun altro. Io non voglio che la presidente del Front National si chiami Le Pen”. “Che faccia la sua campagna sotto il nome di Marine Aliot (il cognome del suo compagno, ndr), o Marine Philippot, dal momento che tratta suo padre e il presidente del Front National in modo assolutamente scandaloso”. Interrogato in particolare sulla sua intenzione di ripudiare la figlia, Jean-Marie Le Pen ha risposto: “Certamente, non riconosco alcun legame con qualcuno che mi tradisce in modo così scandaloso”. L’ormai ex presidente onorario del partito ha assicurato che farà tutti i ricorsi giuridici possibili, dal momento che gli aderenti del partito “saranno indignati” per la decisione.

Nuova tappa nella “dédiabolisation” del partito in vista delle presidenziali del 2017: Marine Le Pen sogna il ballottaggio alle prossime elezioni e continua senza scrupoli il processo di “normalizzazione” della sua immagine. Così oggi alle liti in famiglia si sono sostituiti i provvedimenti ufficiali. In mattinata l’ufficio politico del partito aveva approvato una mozione che disapprovava le dichiarazioni polemiche e controverse di Jean-Marie. “I commenti o le prese di posizione del presidente onorario non possono in alcun caso impegnare il Front National, la sua presidente o le sue istanze deliberanti”, si legge nella mozione. Il fondatore del Movimento uscendo dalla sede del partito a quel punto aveva annunciato che non si sarebbe recato alla riunione dell’esecutivo chiamato a discutere del suo caso, definendo contrario “alla sua dignità presentarsi davanti a un’assemblea disciplinare dal momento che si ritiene del tutto innocente e crede di aver agito nel quadro del suo mandato di parlamentare. Perché un parlamentare è pagato per parlare”. Jean-Marie Le Pen ha quindi escluso il ritiro dalla vita politica e chiarito che continuerà a parlare a nome proprio, anche se naturalmente intende continuare a sostenere Marine come presidente del Front National.

Pochi giorni fa, la stampa francese aveva rivelato un nuovo problema per il fondatore Fn. Secondo il giornale online Mediapart.fr, Jean-Marie Le Pen sarebbe stato il titolare di un conto bancario in svizzera per un valore di 2,2 milioni di euro. L’europarlamentare avrebbe avuto “un conto nascosto alla banca HSBC, poi alla Compagnia bancaria elvetica (Cbh), via un trust piazzato sotto alla responsabilità legale del suo maggiordomo, Gérald Gérin“, ha scritto Mediapart.fr. “Non ho nessun obbligo di dare spiegazioni”, aveva detto il fondatore del Movimento ai giornalisti.