Il rapper milanese, finito nella bufera per le sue dichiarazioni di solidarietà al movimento No Expo, prende le distanze dalle devastazioni del centro di Milano che hanno trasformato la MayDay parade in guerriglia urbana: “Se le accuse che mi sono state mosse fossero vere dovrei parlarvi direttamente da un carcere”. Fedez non accetta il paragone dissenso-violenza, rimandando al mittente chi lo ha accusato di essere il “mandante” dei fatti del primo maggio meneghino: “Far passare il ragionamento che chi esprime dissenso verso l’azione governativa è automaticamente a favore dei Black Bloc non è solo stupido e repressivo ma anche disonesto e chi finge di non capirlo è in malafede”. Poi l’attacco agli intellettuali e ai politici che lo hanno messo in mezzo, citando direttamente Majakovskij: “In una nave che affonda gli intellettuali sono i primi a fuggire subito dopo i topi e molto prima delle puttane