Luca è disoccupato, ma il 1 maggio lavorerà per un giorno, in nero. Lavorerà al mare, in uno stabilimento balneare in cui andranno in ferie i ‘veri’ lavoratori. Aprirà gli ombrelloni, posizionerà i lettini sulla sabbia rovente, sorriderà agli anziani clienti che arrivano presto la mattina, rastrellerà la sabbia dai mozziconi di sigarette, spazzerà la passerella e tornerà a sorridere alle ragazze che arriveranno in costume verso l’ora di pranzo. La sera richiuderà gli ombrelloni, riporrà i lettini nel magazzino, pulirà nuovamente la spiaggia dalle carte dei gelati. Lavorerà circa undici, dodici, forse quattordici ore per cinquanta euro. In nero. Non gli pare malaccio, tutto sommato. Se non fosse che non è più un ragazzino.

precarioDa ragazzo lo avrebbe fatto volentieri, nei giorni di chiusura della scuola. Ma adesso… A farlo adesso si sente un po’ ridicolo. Forse non avrebbe dovuto lasciare anni fa quel posto da lavapiatti a Milano Marittima, ma pensava fosse un lavoro di passaggio. Il proprietario era un marafò, come dicono in Romagna, un furbastro che se ne approfittava dei dipendenti e lo aveva messo in una finta cassintegrazione per ridurgli lo stipendio. Se avesse saputo prima che sarebbe andata a finire così, forse non avrebbe lasciato il ristorante. Ma si può rimpiangere un posto da lavapiatti? Per la miseria!

Intanto il 1 maggio, dopo molti mesi, lavorava di nuovo, anche se solo per un giorno. “Certe cose vanno così, si sa”. Però se si faceva notare dal proprietario, se qualche cliente diceva alla signora “il nuovo bagnino è molto gentile”, magari lo avrebbero chiamato ancora. La stagione è appena iniziata. Certamente lo avrebbero fatto lavorare solo nei fine settimana. Nei feriali non c’è più molta gente in spiaggia. Una volta era pieno di tedeschi, che si facevano anche un mese di mare. Prendevano la casa in affitto e mangiavano ogni sera al ristorante, ma adesso, con i maledetti voli economici, se ne vanno in spiagge da favola in Thailandia o chissà dove. Qua non se ne vedono più di tedeschi, sono scomparsi. Come i paguri. Chissà che fine hanno fatto i paguri? Saranno anche loro in Thailandia? Luca sfoggia il suo sorriso migliore con le clienti. Soprattutto con quelle anziane, che possono lasciare la mancia. Con le ragazze giovani meglio non esagerare, c’è sempre il rischio che salti fuori il ragazzo geloso… e poi finisce male.

Luca è specializzato in over 70. Quando le donne diventano più disponibili e meno pretenziose. Se il proprietario e la signora saranno soddisfatti Luca è quasi sicuro che lo richiameranno altri fine settimana. Sempre in nero, certo, ma ormai cosa importa. E solo se il tempo regge, perché se piove non se ne fanno niente di lui. Se poi la giornata è un po’ fiacca, con poca gente, oppure si alza il vento e i ragazzi se ne vanno a fare l’aperitivo in centro, allora lo mandano via prima. Se lo mandano via prima delle 17 non gli danno 50 euro, ma 30 o 35, a seconda se c’è il padrone o la signora. La signora è più generosa, ha già sessanta anni, inizia a entrare nella fascia di azione del fascino di Luca.

Certo che lavorare solo il giorno dei lavoratori, in nero, è un po’ strano. O forse più che strano è esemplare di questa Italia. “L’Italia dei selfie , fatta di gente che guarda e fotografa solo sé stessa e non vede quello che ha attorno. Questa Italia qua può essere un sogno solo per chi viene da un paese africano su cui piovono bombe”. Luca esagera, ma per lui questo “più che primo maggio è un deprimo maggio“. Però la sera, quando tutti saranno tornati a casa, Luca resterà solo in spiaggia. Pulirà la sabbia con il setaccio. E forse, in mezzo alle cicche di sigarette e le conchiglie rotte, troverà qualcosa. Forse un paio di Ray-Ban dimenticati, o una banconota da cinquanta euro, rubata dal vento, e allora anche Luca, per un istante, si sentirà semplicemente fortunato.