Aiutare chi a Milano verrà per l’Expo a conoscere la città nei luoghi più reconditi, nei ristoranti più golosi, nei negozi più insoliti. Sorprendere chi a Milano è nato o ci vive da anni facendogli alzare il naso su meraviglie sconosciute o percorrere strade di quartieri mai battuti. Questo e molto altro è “Milano secrets” (Baldini&Castoldi), ennesima ma non solita guida dell’ex capitale morale d’Italia.

L’hanno compilata Sibilla Milani ed Emanuela Roncari, che hanno tradotto e moltiplicato nel volume scoperte e suggerimenti dell’omonimo sito (milanosecrets.it) del quale sono l’una direttore della comunicazione e l’altra la web master. “Esci dalle solite strade, abbandona i percorsi consueti” è il loro mantra. E in effetti questa guida si discosta molto da tutte le altre proprio per la peculiarità di svelare i segreti di quartieri non necessariamente centrali. Certo, c’è Brera, c’è piazza della Scala, c’è corso Magenta, ma quale guida ha mai portato i visitatori di Milano (o i suoi stessi cittadini) a scoprire le meraviglie nascoste di Città Studi o di via Washington, di Lambrate, di corso Sempione, di via Paolo Sarpi? Per meraviglie s’intendono ristoranti, panettieri, fiorai, drogherie, bistrot, pasticcerie, ma anche boutiques e concept stores, hotel di lusso e ottimi ostelli, chiese e parrucchieri, monumenti e birrerie, biblioteche e dimore storiche, terme e pescherie. Insomma, tutto quello che fa di Milano la grande Milano.

Impossibile, oltre che ingiusto, offrire qui una selezione dei migliori indirizzi per gustare l’autentica cotoletta o il sushi verace, per ingozzarsi di pasticcini o per vestirsi con capi unici. Però possiamo passarvi alcune fra le dritte più insolite. Le uscite dalla metropolitana con la vista più spettacolare? Piazza Duomo, via Montenapoleone su piazzetta Pertini, Palestro lato Giardini, Garibaldi laterale su grattacielo di César Pelli, Moscova. Il giardino più segreto? Quello di via Terraggio 5, dentro un palazzo nobile ma aperto a tutti. La via più stretta e oscura? Via Bagnera, un budello del centro storico teatro dei delitti di Antonio Boggia, serial killer ottocentesco. Il reperto storico più sorprendente? La palla di cannone incastonata sotto il portone di Corso di Porta Romana 3, sparata durante le Cinque giornate di Milano (1848) e lì rimasta. Il cortile più bohèmien? In viale Col di Lana 8. Il quartiere più caratteristico? Quello di via Lincoln, con le vecchie casette dei ferrovieri, oggi ricercatissime. Le migliori terrazze con vista? Via Ceresio 7, Terrazza Martini, Terrazza La Rinascente, Unico, Torre Branca di Giò Ponti alla Triennale. Un bell’esempio di archeologia industriale? Il deposito dei tram in via Messina 41. Un luogo magico? I Bagni Misteriosi di De Chirico, restaurati da poco: statue colorate immerse nell’acqua al Parco Sempione. Un sogno per grandi e piccoli.