Pier Luigi Bersani, Stefano Fassina, Rosy Bindi, Enrico Letta e altri parlamentari della minoranza Pd non votano la fiducia: “Uno strappo inaccettabile”, continuano a sostenere. “Questa non è più la mia ditta – sono le parole di Bersani – io posso prendere le sberle ma l’Italia no”. A poche ore dall’inaugurazione dell’Expo, che aprirà venerdì 1 maggio a Milano, la situazione politica italiana si fa incandescente e c’è chi, come il parlamentare di Forza Italia Renato Brunetta, addirittura evoca “il fascismo renziano”. Il governo ce la farà ad approvare la riforma, e a quale prezzo? Quale sarà il futuro del Pd? E il decisionismo di Renzi piacerà oppure no agli italiani, ancora preoccupati per una ripresa che tarda a decollare?
Tra gli ospiti in studio: Stefano Fassina, deputato del Partito democratico, Michele Emiliano, candidato presidente alle regionali in Puglia, Lorenza Carlassare, giurista e costituzionalista e l’antropologa Amalia Signorelli.

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Santoro: “Dittatura di centro”
Editoriale di Michele Santoro che, sulle note di “Mi fido di te” di Jovanotti, apre la nuova puntata di Servizio Pubblico. E osserva: “D’Alema, Prodi, Veltroni non lo ammetteranno mai, ma Renzi è figlio loro. Renzi è figlio dell’incapacità di rinnovare la sua classe dirigente. Prima di lui ci sono stati Berlusconi e Grillo. Bersani è una maschera tragica. L’informazione è considerata da gran parte della classe dirigente un male necessario”. E aggiunge: “E di questa situazione ne hanno risentito i partiti, il merito, la cultura. Silvio Berlusconi ha considerato come suoi nemici principali non i politici, ma i magistrati. La nostra Costituzione è nata dal rifiuto del fascismo e dalla collaborazione di uomini e donne diversi. Una Costituzione che voleva tutelare le minoranze, le libertà del singolo. Berlusconi e Renzi hanno in comune un aspetto la possibilità di governare senza trovare impicci. Quando vediamo Brunetta che grida contro il fascismo di Renzi ci viene solo da ridere. Se l’avesse fatto Berlusconi, quello che sta facendo Renzi, l’avremmo ostacolato in tutti i modi, ora tutti tacciono”. Poi puntualizza: “Berlusconi condizionava pesantemente la tv pubblica ed era proprietario della prima tv privata. Berlusconi ha considerato suoi nemici principali, non i politici, ma i magistrati, i giornalisti e i ribelli della sua coalizione”. Santoro chiosa: “Gaber aveva ragione: ‘In fondo cosa è la democrazia rappresentativa? Delego a un partito che delega a un leader che sceglie un candidato che tu non sai chi è e che se incontri, giustamente ti dice: ‘Lei non sa chi sono io!’. Gaber aveva previsto tutto”
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La fiducia all’Italicum e la spaccatura nel Pd
Copertina di Luca Bertazzoni che raccoglie le dichiarazioni dei parlamentari renziani e di quelli della minoranza del Pd sulla fiducia all’Italicum. È il giorno della verità per l’Italicum. Il governo Renzi incassa la prima fiducia alla Camera e la legge elettorale vola al voto finale che si terrà lunedì prossimo. I favorevoli sono 352, con 50 “responsabili” dell’area riformista che corrono in aiuto del segretario, mentre i contrari si fermano a 207. I deputati del Pd che non partecipano al voto sono 38 e fra loro ci sono molti big: “Votare no avrebbe voluto dire andare contro la linea del governo su tutti i fronti” spiega Gianni Cuperlo, difendendo la minoranza dall’accusa di aver peccato in coraggio. La posizione di Pippo Civati è più netta: “Se andiamo avanti così non avremo più il Pd”. E l’ex segretario Pier Luigi Bersani, grande antagonista di Renzi nella battaglia sulla legge elettorale? “Il presidente del Consiglio che verrà dopo Renzi sarà sicuramente peggio di lui” – commenta amararamente – “che precedente gli diamo in mano mettendo la fiducia sulla legge elettorale?”. Luca Bertazzoni racconta il clima infuocato degli ultimi giorni alla Camera, tra urla, tradimenti, insulti e crisantemi (GUARDA IL VIDEO)

Carlassare: “Italicum? Parole di Renzi simili a quelle di Mussolini per legge Acerbo”
“Le parole utilizzate da Renzi assomigliano a quelle usate da Mussolini per l’approvazione della legge Acerbo”. Lo afferma Lorenza Carlassare, che menziona il discorso di Mussolini prima delle Legge Acerbo (1923) per evidenziare le somiglianze con le parole di Renzi. E aggiunge: “Se uno decide da solo fa prestissimo; sembra che non si debba più ragionare. Noi sembriamo sofisti. La gente ha memoria corta e la storia la studiano poco”. Poi spiega le differenze tra l’Italicum e la “legge-truffa” sul premio di maggioranza e sul fatto che nella legge elettorale del 1953, se nessuno raggiungeva il 50+1%, il premio non scattava. E puntualizza: “I premi di maggioranza sono una caratteristica del sistema italiano e di solito non portano a nulla di buono. Questa legge elettorale urta contro tutto quello che ha detto la Corte Costituzionale sul ‘porcellum'” (GUARDA IL VIDEO)

Emiliano: “Italicum? Un passo per evitare le larghe intese”
“Dovremmo correggere i rischi di questa legge con una legge sui partiti che preveda per loro uno statuto”. Sono le parole di Emiliano, che spiega gli aspetti positivi dell’Italicum: “Per 10 anni ho vissuto pericolosamente il mio ruolo nel Pd, perché non appartenevo a nessuna corrente”. E aggiunge: “La legge Acerbo arrivava dopo la marcia su Roma. Ora proviamo ad approvare l’Italicum, altrimenti le magigoranze poi dobbiamo farle con Putin, altro che larghe intese. Governi con Berlusconi non vogliamo farli più. Abbiamo bisogno di una norma che sblocchi la tripartizione del sistema italiano e mettere mano sulle riforme necessarie” (GUARDA IL VIDEO)

Fassina: “Italicum? Confezionato sull’attuale forza del Pd”
“Questa è una legge confezionata sull’attuale forza del Pd”. Lo dichiara Stefano Fassina, che puntualizza: “Nessuno dei “dissidenti” ha puntato a far naufragare le riforme di questo governo. Ma l’obiettivo era consentire al Parlamento di migliorare la legge con gli emendamenti. Il Parlamento è il luogo dove si fanno le regole del gioco, non il governo” (GUARDA IL VIDEO)

Signorelli: “Italicum? Ogni Paese ha il governo che si merita”
“Ogni Paese ha il governo che si merita. Noi italiani siamo molto contenti di farci i fatti nostri”. Sono le parole di Amalia Signorelli, che aggiunge: “Gli italiani hanno capito che una Costituzione c’è, viene disattesa e non succede niente” (GUARDA IL VIDEO)

Travaglio su Italicum: “Caro presidente Mattarella”
Editoriale di Marco Travaglio che si rivolge idealmente al presidente della Repubblica: “Caro presidente Mattarella, data l’ora, non vorrei svegliarla, quindi le parlerò sottovoce. Alla Camera succedono cose strane. Il presidente del Consiglio non sa distinguere il governo dal Parlamento, di cui non fa nemmeno parte perché non è stato eletto. Si è messo in testa di cambiare la legge elettorale che il Parlamento e un terzo del suo partito non vuole, perché la vorrebbe diversa. Renzi si crede il capo del Parlamento e dello Stato, e forse è colpa sua, presidente Mattarella”. E aggiunge: “Lo so, sembra un paradosso, anzi un contrappasso: abbiamo passato 9 anni a chiedere a Napolitano di stare zitto, e ora siamo qui a chiedere a lei di parlare. Ma mica è colpa nostra se siamo ridotti così. I giornali, salvo eccezioni, sono uffici stampa e megafoni di Renzi. I presidenti delle Camere, che pure parlano giorno e notte su tutto lo scibile umano, ora che c’è da difendere il Parlamento, se ne stanno zitti. C’è rimasto solo lei, anche perchè trovare uno col suo curriculum è impossibile”. Il direttore de Il Fatto Quotidiano prosegue: “Lei ha insegnato diritto parlamentare: nessuno meglio di lei sa che sulle leggi elettorali i soli a mettere la fiducia furono Scelba sulla legge truffa e Mussolini sulla legge Acerbo (che somigliava parecchio all’Italicum). Lei poi ha insegnato diritto costituzionale, quindi conoscerà senz’altro l’art.72: alla Camera sempre “procedura normale di esame e approvazione” per le leggi costituzionali ed elettorali”. E spiega: “Alle ultime elezioni il Pd aveva promesso una legge elettorale con i parlamentari di nuovo eletti e non più nominati. L’Italia potrebbe diventare una repubblica presidenziale come la Francia ma senza contrappesi. Da noi il capo del partito che vince prende tutto. Manca solo lo ius primae noctis sulle belle ragazze. Il deputato che scrisse l’ultima legge elettorale democratica, il Mattarellum, non è un suo omonimo: è proprio lei. Non è la prima volta che si cambiano le regole a colpi di maggioranza. L’aveva già fatto Berlusconi nel 2005”. Travaglio chiosa: “Presidente Mattarella, potrebbe ripetere a Renzi le parole che 10 anni fa disse a Berlusconi? La Costituzione nei 140 caratteri di twitter non ci sta e Renzi fatica a ricordarla tutta. Presidente Mattarella, all’inizio temevo di svegliarla, ora invece spero proprio di averla svegliata” (GUARDA IL VIDEO)

Carlassare: “Italicum? Mattarella fa bene a tacere”
“Il presidente della Repubblica non può commentare adesso o bloccare per sempre la legge elettorale, ma può respingerla alla Camera motivando la decisione”. Lo spiega Lorenza Carlassare, commentando l’editoriale di Travaglio (GUARDA IL VIDEO)

Renzoni: “La vendetta della minoranza Pd si chiama Massimo D’Alema”
“La vendetta della minoranza Pd si chiama Massimo D’Alema”. E’ la rivelazione di Nazareno Renzoni, che, introdotto da Alessandro De Angelis, piega che D’Alema voleva far saltare il governo Renzi sul jobs act. Ma Epifani, Bersani e Speranza hanno evitato la rottura. E aggiunge: “D’Alema disse ai suoi: “Dite che votiamo la fiducia al governo, poi sul voto finale tentiamo di mandarlo sotto”. Sapete quanti parlamentari hanno acceso un mutuo da quando sono alla Camera? L’idea di D’Alema è di far saltare il governo al Senato, alla prima occasione utile” (GUARDA IL VIDEO)

Renzoni: “Emiliano è perfetto come futuro sfidante di Renzi”
Tutti parlano scontro interno nel Pd, ma nel frattempo il Partito della Nazione è realtà: in Puglia, dove Emiliano corre per la poltrona di governatore, a coordinare le liste civiche a suo sostegno c’è un ex esponente di Udc e Fi. Ma non è un caso isolato: dalla Campania alla Liguria, tutti gli esempi di trasformismo e ibridazione raccontati da Alessandro De Angelis e Nazareno Renzoni, che rivela: “Emiliano è perfetto come futuro sfidante di Renzi”, dicono nel Pd pugliese. Perché? Ha già vinto: non ha rivali. Emiliano mette su due liste civiche così i voti per il Pd diminuiscono e quando fa la giunta decide come vuole. Chi coordina le liste civiche a sostegno di Emiliano? Uno che viene da Forza Italia e ora è commissario dell’Udc. Il meccanismo è lo stesso ovunque. A sostegno di De Luca in Campania c’è la lista dei verdiniani di D’Anna. ‘Dopo le regionali porterò il grosso di FI al misto’ -dice Verdini- ‘Noi stiamo nel partito della Nazione con Renzi'” (GUARDA IL VIDEO)

Emiliano: “Per me il Partito della Nazione è una leggenda”
“Per me il Partito della Nazione è una leggenda”. Così Emiliano commenta i retroscena di De Angelis e Renzoni. E aggiunge: “Vendola ha nominato assessore al bilancio un ex di Alleanza Nazionale ed eletto in Forza Italia” (GUARDA IL VIDEO)

Fassina vs Emiliano: “Stiamo imbarcando tutti nel Pd. E così perdiamo pezzi di sinistra”
Scontro animato tra Fassina ed Emiliano. Il primo accusa: “C’è in corso un riposizionamento culturale e politico del Partito Democratico. È un’operazione largamente segnata dal trasformismo. Abbiamo perso Cofferati e abbiamo preso la fiducia da Bondi. L’importante è vincere, ma se dopo aver vinto governo in una piattaforma contraria a quella che mi ha fatto vincere è un problema. Stiamo imbarcando tutti nel Pd! E così perdiamo pezzi di sinistra”. Emiliano ricorda a Fassina di essere stato viceministro nel governo di coalizione con il centrodestra e ribatte: “Non è più tempo della doppia morale. Se lo fa la ditta va bene, se lo fanno altri no?”. Fassina ribadisce: “Il problema è che stanno venendo tutti nel Pd. È trasformismo”. I due politici concordano solo su un punto: la contrarietà alla posizione del governo Renzi sulla scuola (GUARDA IL VIDEO)

Expo: lo volevamo davvero così?
Alla vigilia dell’inaugurazione, Walter Molino ricostruisce i passaggi che hanno portato all’Esposizione Universale: dall’aggiudicazione del 2008 con il sogno di un progetto ecologista fino alla disperata corsa per la consegna, fra sprechi e ritardi. “Il disegno iniziale immaginava un grande orto planetario” – denuncia Mattia Calise, consigliere comunale del M5S – “ma le tende leggerissime che dovevano coprire l’area sono diventate volumetrie in cemento armato”. Viene intervistato in merito anche Gianni Barbacetto. Il risultato sono 250mila metri quadri di calcestruzzo e 70 mila tonnellate di acciaio. Un viaggio fra le cifre e le contraddizioni di un progetto nato male, con la decisione di acquistare da privati i terreni dove far sorgere Expo che ha contribuito ad accumulare un debito di 160 milioni di euro che resta sulle spalle degli italiani (GUARDA IL VIDEO)

Giovani NoExpo: “L’Expo è una promessa tradita”
In collegamento da Milano, Giulia Innocenzi racconta le ragioni dei no Expo: ragazzi italiani e provenienti da tutta Europa che sono contrari alla manifestazione che si è trasformata, secondo i contestatori, una colata di cemento e non un polmone verde al centro della città. E denunciano: “Renzi dice che Expo è il volano per la ripresa del Paese ma non è così. L’Expo è una promessa tradita” (GUARDA IL VIDEO)

Carlassare: “Rimpiango l’ideologia”. Emiliano: “Confondiamo l’ideologia coi valori”
Vivace dibattito in studio tra Lorenza Carlassare e Michele Emiliano sul significato di ‘ideologia’. La costituzionalista rimpiange la presenza dell’ideologia, Emiliano replica: “Io ho fatto della Costituzione la mia ideologia, ma mi sono spaventato sempre quando qualcuno mi proponeva un modello di società completo, dove mi dicono come vestirmi e tutto il resto. Confondiamo l’ideologia coi valori”. E narra un aneddoto dei tempi in cui da ragazzo era iscritto al Pci. Carlassare ribatte: “Il lavoro è l’elemento unico che dà dignità alle persone, come recita l’art. 1 della Costituzione: “Repubblica fondata sul lavoro significa che il lavoro è l’elemento unico che dà dignità alle persone”. Obbligo della politica e delle istituzioni è quello di garantire l’uguaglianza dei cittadini” (GUARDA IL VIDEO)

Cofferati: “L’Italicum favorisce l’autoritarismo. Il partito? È cambiato”
Sergio Cofferati, eurodeputato e fondatore Partito Democratico che ha lasciato dopo le polemiche sulle primarie in Liguria, attacca il premier Matteo Renzi sulla legge elettorale: “È una deformazione del modello precedente perché introduce elementi autoritari” spiega “così i cittadini non avranno peso. La fiducia è stato un grave errore da parte di Renzi, che ha cambiato la natura del Pd”. L’intervista di Sandro Ruotolo (GUARDA IL VIDEO)

Emiliano: “Stiamo uscendo dall’idea che il welfare debba pagarlo il padrone”
“La centralità del lavoro ha avuto una modifica importante da parte del Pd”. Sono le parole di Emiliano, che sottolinea: “Consideriamo ora il lavoro nel suo complesso ed anche un amministratore delegato di una grande fabbrica può essere un anello debole della catena. Stiamo uscendo dall’idea che il welfare debba pagarlo il padrone” (GUARDA IL VIDEO)

Fassina vs Emiliano: “Dobbiamo stare con l’operaio, non con Marchionne”
Scontro animato tra Emiliano e Fassino, che si scaglia contro il neo liberismo che ha portato ad una sostanziale differenza tra reddito e ricchezza. E accusa: “Da 20 anni facciamo politiche liberiste. Il problema della sinistra è questo. Marchionne e il suo operaio non sono uguali, e noi dobbiamo stare dalla parte dell’operaio, non di Marchionne!” (GUARDA IL VIDEO)

Travaglio: “Disoccupati in crescita. Ecco il balsamico risultato del Jobs Act”
Travaglio cita i dati Istat sull’occupazione, ancora in calo: “I dati del ministro Poletti sono fasulli. Ci sono 138mila disoccupati in più rispetto al 2014 e questo è il balsamico risultato del Jobs Act” (GUARDA IL VIDEO)

Salento: Xylella e la guerra dell’ulivo
In Salento sono un milione gli ulivi che rischiano l’abbattimento a causa del disseccamento rapido. Secondo la Commissione europea la malattia, il cui nome scientifico è Xylella fastidiosa, è trasmessa da un insetto che fa da vettore tra le piante malate e quelle sane. Il piano varato dall’Europa per evitare un contagio più esteso rischia di mettere in ginocchio un’economia già provata, e così attivisti e contadini insorgono, proponendo soluzioni alternative per debellare la malattia e tutelare un’eccellenza italiana: “Non possiamo cospargere di diserbanti l’intero Salento. Noi ci proponiamo di andare a dare una mano nei terreni di chi ha bisogno. Se la gente torna in campagna e impara a lavorare la terra, l’economia torna a girare qua”. Il racconto di Giuseppe Borello (GUARDA IL VIDEO)

Rubino: “La mia battaglia civile contro l’abbattimento degli ulivi in Puglia”
Valentina Rubino è una ambientalista pugliese che combatte in maniera civile contro l’abbattimento delle piante di ulivo nel Salento. E’ salita su un ulivo per protestare contro l’abbattimento di un milione di esemplari in Salento. Spiega la sua battaglia e aggiunge: “Expo è una grossa fetta del nostro problema. Si parlerà molto di bio, ma non ci sarà niente di bio” (GUARDA IL VIDEO)

Comitati NoExpo: “Ci sono bufale sul nostro conto”
“Si vuole cercare di dividerci, ci sono bufale sul nostro conto. Saremo in piazza per dimostrare che si può essere NoExpo in tante forme diverse”. Così un esponente dei comitati NoExpo risponde alle critiche sul loro conto e si schiera senza indugi alla causa pugliese (GUARDA IL VIDEO)

Emiliano: “L’Europa vuole che abbattiamo gli ulivi del Salento”
“L’Europa vuole che abbattiamo gli ulivi. Non ha capito quanto siano importanti per noi”. Sono le parole di Michele Emiliano, che aggiunge: “C’è una approssimazione assoluta sulla vicenda della sputachina che affligge gli uliveti in Puglia. Ci sono tantissimi agricoltori che protestano contro questa strage programmata”. Gli fa eco Valentina Rubino: “Il popolo pugliese sugli ulivi è unito” (GUARDA IL VIDEO)

Expo. Operai egiziani e marocchini: “Non sappiamo quando vedremo i soldi”
Nell’area dell’Expo si lavora a ritmo serrato per completare le opere in tempo. Sono molti gli operai stranieri, ma sono pochi gli italiani: “Loro con il lavoro non si trovano bene”, afferma un operaio. E un altro carpentiere aggiunge: “C’è molto da fare, il salario è buono ma per vedere i soldi ci vuole tempo”. Il servizio di Andrea Casadio (GUARDA IL VIDEO)

Expo: la storia di Klodian, morto per incidente sul lavoro
Klodian Elezi aveva 21 anni, era albanese e lavorava al cantiere della Teem, la tangenziale est esterna milanese, una delle tre opere infrastrutturali di Expo. A poche settimane dall’apertura dell’Esposizione Universale, Klodian è morto cadendo da più di dieci metri d’altezza mentre smontava un ponteggio. Secondo diverse testimonianze, l’azienda per cui lavorava, la Iron Master, non avrebbe fornito né imbracatura né casco di sicurezza. “Poteva capitare anche a me” – racconta un collega albanese – “è ora di tornare nel mio Paese perché lì si sta meglio”. Il viaggio fra Italia e Albania di Micaela Farrocco alla scoperta di un mondo: quello degli operai stranieri che lavorano silenziosamente (e in nero) nei cantieri delle grandi e piccole opere italiane (GUARDA IL VIDEO)

Fassina: “Introdurre norma su appalti per evitare il lavoro nero”
“Il territorio del lavoro, quello del lavoro nero, è un territorio completamente abbandonato che alimenta una contraddizione con gli italiani”. Lo afferma Stefano Fassina, che auspica: “Dovremmo tornare a dire che il lavoro è un valore. Se per gli appalti noi riuscissimo a mettere una norma che eviti il massimo ribasso sarebbe positivo. Perché da qui nasce il lavoro nero” (GUARDA IL VIDEO)

Le vignette di Vauro: da Italicum a Pd e a Expo
I fatti della settimana raccontati dalla matita caustica di Vauro: dalla fiducia all’Italicum alle beghe nel Pd fino alla protesta di Passera e alle minacce rivolte all’Italia dall’Isis “vusguzzà” (GUARDA IL VIDEO)