Lo scrivo da tempo ormai.

La corruzione soprattutto nei piccoli Comuni dilaga in maniera esponenziale da anni. E vede coinvolti oltre i politicanti, soprattutto i tecnici e dirigenti comunali. E questi tra loro, spesso con attività in conflitto con la loro funzione e carica pubblica, creano un sistema articolato di illeciti e connivenze criminali.

Non meraviglia, quindi, che ieri in Sardegna siano state arrestate 21 persone nell’ambito della maxi operazione legata ad una serie di appalti truccati. La Procura della Repubblica di Oristano, titolare dell’indagine, ipotizza le accuse di associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione.

In cella sono finiti il sindaco di Belvì (Nuoro) Rinaldo Arangino, il vicesindaco e Assessore ai lavori pubblici del comune di Ortueri (Nuoro) Pietro Crobu, la responsabile del servizio tecnico del comune di Gadoni (Nuoro) Simona Vacca, il sindaco di Tonara (Nuoro) Pierpaolo Sau, il sindaco di San Giovanni Suergiu (Carbonia Iglesias) Federico Palmas, il responsabile del servizio tecnico dello stesso Comune Beniamino Pilia, il vicesindaco di Villasalto (Cagliari) Francesco Cotza, Salvatore Paolo Pinna di Desulo (Nuoro), rappresentante della Essepi Engineering srl; Francesco Chessa di Irgoli (Nuoro), rappresentante della Ediligica srl; Gian Paolo Porcu di Belvì.

Oltre agli arresti sono stati disposti gli arresti domiciliari per il Sindaco di Ortueri (Nuoro) Salvatore Casula, il sindaco di Villasalto (Cagliari) Leonardo Usai, Salvatore Ignazio Borto,  consigliere provinciale di Nuoro; Giampaolo Fois, responsabile servizio tecnico Comune di Calasetta (Carbonia Iglesias); Davide Atzeni, responsabile servizio tecnico comune di Villasalto (Cagliari); Sabrina Vacca, responsabile servizio tecnico del comune di Aritzo (Nuoro); Andrea Murgia, professionista di Cagliari; Anna Paola Saba, 41 anni, cagliaritana; Ivan Peddio, di Desulo (Nuoro); Gianni Dino Fadda, di Desulo; Gianmaria Pintori, 46 anni di Nuoro.

Obbligo di dimora invece, per i professionisti Francesco Loi di Quartu (Cagliari), Sergio Serra di Siniscola (Nuoro) e Roberto Zedda di Selargius (Cagliari).

Insomma un quadro inquietante ma che purtroppo non lascia sorpresi. Quello che forse sorprende è il legame creato fra i vari amministratori di vari e diversi Comuni. Un vero e proprio sistema della corruzione e dell’illegalità. Una vera e propria associazione a delinquere quella che viene ipotizzata dalla stessa Procura della Repubblica di Oristano.

Un’indagine di certo senza precedenti in Sardegna ma un quadro che da sempre più tempo è sotto gli occhi di tutti. Le indagini ben presto avranno altri sviluppi legati a vari politici e dirigenti della stessa Regione Sardegna. Una foto di come la corruzione negli Enti pubblici abbia raggiunto dei livelli talmente alti da essere diventati prassi e consuetudine.

Il motivo è risaputo da tempo: mancanza di reali controlli, vedi la cancellazione degli organi come il Co.Re.Co, e conflitti d’interesse sempre più difficili da verificare. Tutti sappiamo e siamo testimoni del sistema malato e corrotto che è presente nei Comuni e soprattutto nei piccoli centri. Gestioni che ho sempre definito a conduzione “familiare” dove i soliti politicanti e i soliti tecnici e professionisti legati al Comune si uniscono in una forma di società criminale.

Il tutto molto spesso prolifera grazie poi alla complicità di persone che sarebbero preposte al controllo e alla vigilanza. O che addirittura dovrebbero svolgere direttamente le indagini e che molto spesso vengono subito insabbiate dagli stessi appartenenti al sistema.

Da rivedere sarebbe poi il ruolo della cosiddetta Polizia Municipale. Organo troppo dipendente dalla politica locale e spesso nei piccoli Comuni completamente funzionale all’amministrazione e politico di turno.

Insomma non è una novità. Tutti vedono e pochi parlano. Chi per paura di non far parte del sistema e chi è completamente connivente. Non si deve avere paura a chiamarla Mafia moderna. E non stupisce che personaggi senza alcuna professione scelgano di fare l’amministratore del piccolo Comune e questo venga usato come ente privato. Un degrado enorme e che solo grazie a qualche ottimo Magistrato viene ogni tanto palesato. Solo così e ricordando a molti che ancora qualche legge esiste e deve essere rispettata che qualche riflessione seria sul tema dovrebbe farsi.

E molte spesso viene in mente il film del grande Alberto Sordi “Tutti dentro” e di quel senso di dilagante impunita che ci circonda. Continuando così, ahimè, la legalità diventerà sempre di più una malattia e non una virtù.