“Questa fiducia è un grave errore”, spiega l’ex capogruppo alla Camera Roberto Speranza, che dichiara: “Non parteciperò al voto sulla fiducia”. Quanto al voto vero e proprio sulla legge elettorale, il deputato prende tempo: “Ancora non so”. Sulla fiducia all’Italicum è più diretto il collega di minoranza Davide Zoggia: “L’avesse fatto qualcuno dell’allora maggioranza di centrodestra saremmo scesi in piazza”. Anche lui, però, sul voto finale rinvia il giudizio: “Valuteremo”. Cesare Damiano, uno degli esponenti di ‘Area Riformista‘ firmatari del documento di 50 deputati della minoranza che voteranno la fiducia, afferma: “E’ la fiducia al mio governo, io non voto contro il mio governo. Se votassi contro il mio governo dovrei trarne delle conseguenze”, spiega prima di entrare a Montecitorio. Dall’altra parte, quella renziana, ha tutto chiaro Matteo Orfini, presidente del Pd: “Fiducia inevitabile per una situazione determinata da ragioni strumentali di battaglia politica delle opposizioni: l’alternativa era uccidere la legge elettorale e non farne un’altra”. E rilancia: “Chi ha votato senza particolari sofferenze la fiducia a governi sostenuti insieme a Silvio Berlusconi e poi si ritenga di non votare la fiducia sulla legge elettorale per i dettagli mi sembra solo polemico”  di Manolo Lanaro