Molte criticità, organico insufficiente e provvedimenti in stallo tra i due rami del Parlamento. E’ questo il bilancio fatto ieri al Salone delle tre fontane di Roma sulla giustizia italiana. “Finché c’è il bicameralismo ci sono una serie di inconvenienti da tenere in conto“, così il ministro Andrea Orlando (Pd) replica alla querelle sui ritardi rispetto agli annunci fatti. Eppure il governo Renzi ha dimostrato che quando una legge è prioritaria si riesce ad approvare in pochi mesi, vedi la responsabilità civile dei magistrati, o si pone la fiducia come sull’Italicum. “Il ddl anticorruzione diventerà legge dello Stato a fine maggio, dopo le regionali, lo stesso per il provvedimento sulla prescrizione, più difficoltà si hanno con la riforma del processo penale, ma stiamo andando spediti” risponde il ministro. “Dovevano arrivare dei segnali di compattezza che purtroppo non sono arrivati, spero si recuperi questa lacerazione, questo momento di incomunicabilità” commenta così invece il voto di fiducia in Aula per la legge elettorale, terzo episodio nella storia dopo la legge Acerba e ‘la legge truffa’ del 1953. “La fiducia sulla corruzione? Non serve – dichiara ai microfoni de ilfattoquotidiano.it -, il Pd e la maggioranza in questo caso è compatta” replica. Sulla qualità delle riforme si sofferma Rodolfo Sabelli dell’Anm: “Insufficienti e incomplete come la delega sul processo penale che contiene tra l’altro la riforma dell’intercettazione“. Ma proprio sul limite alle pubblicazioni da parte della stampa i magistrati stanno dando un grande assist al governo: “Non ci stiamo piegando, non capisco questa sua affermazione, abbiamo ribadito che serve tutelare il diritto di riservatezza dell’indagato e dei terzi, bisogna prevedere un’udienza filtro sulle intercettazioni,  trovare un giusto equilibrio che non mini la corretta informazione”  di Irene Buscemi