Tutti giustamente scandalizzati perché il Parlamento è vuoto.

E’ riduttivo, però, farne un problema di assenteismo, come se la soluzione fosse eleggere (come?) parlamentari meno lavativi.

La cosa grave è che il Parlamento è vuoto perché inutile. Se il Parlamento si riunisse molto meno, dibattendo e decidendo solo questioni importanti, trasformando gli stipendi in rimborsi per le presenze, dando priorità alle proposte di iniziativa parlamentare e popolare invece che governativa, allora… tornerebbero anche i parlamentari.

Il perché questo non accada, lo aveva spiegato profeticamente Bruno Leoni, molti decenni fa, prevedendo che i Parlamenti in tutto il mondo avrebbero moltiplicato la produzione legislativa. Il Parlamento infatti, come ogni organizzazione umana, non si sottrae alla tendenza dell’auto-accrescimento burocratico. Per il legislatore significa riunirsi di più, fare più leggi, farle di sempre maggior dettaglio tecnico, di sempre minore rispondenza a interessi generali e di sempre maggiore condizionamento da parte di lobby e consorterie varie.

Paradossalmente, l’assenteismo parlamentare è dunque il prodotto di una macchina che lavora troppo (e male), consegnando il potere a coloro che detengono le competenze tecniche (i funzionari) e rendendo spesso superflua la presenza degli eletti/nominati, lavativi e non.