Ci risiamo. Dopo una pausa prolungata dovuta sicuramente al fatto che l’Isis è impegnato a difendere quello che resta del suo territorio, l’agenzia d’intelligence SITE guidata da Rita Katz, vedendo sfumare il business, cerca di riciclare qualcosa. “Non può finire adesso”, devono essersi detti. E così, hanno tirato fuori dal cassetto alcuni selfie che già circolavano in rete. Le minacce sono “ambientate” in varie città italiane, da Venezia, a Milano, a Roma.

La foto di Roma in basso a sinistra nel tweet della Katz risale addirittura al 30 marzo 2014! A questo, si aggiunge una certa sciatteria nel mostrare la foto di un’auto della polizia municipale di Milano affermando che sia stata scattata a Roma. C’è di peggio: attenti blogger notano errori madornali nella traduzione delle didascalie da parte di SITE che da sempre pretenderebbe di fornire un servizio traduzioni inappuntabile.

I servizi segreti cercano di tranquillizzarci commentando che “si tratta solo di propaganda” (perché invece, quella che l’Isis ha fatto fino adesso, che cos’era?). Ma, sono certamente più inquietanti i messaggi che non sono stati pubblicati dalla stampa e che mostrano come diventerà il nostro cappuccino quando l’Isis sarà arrivato a Roma. Ancora più allarmante la particolare attenzione degli jihadisti verso McDonald.

McDonald

Roba da ragazzini, dunque. Fake idioti e stupide provocazioni da parte di bimbiminkia musulmani. Eppure, la bufala lanciata da Rita Katz è stata subito ripresa dalle agenzie stampa. Poi, è seguita la solita orgia di copia-incolla senza mai verificare nulla, perché il nostro sistema dell’informazione funziona così. Eppure basterebbe che qualcuno si desse la pena di monitorare seriamente Twitter e i canali Isis per filtrare le notizie, anziché pagare costosi abbonamenti a quella che per i pigri è diventata l’unica fonte da cui attingere.

Purtroppo, con il terrorismo islamico, si è aperta una nuova frontiera per il marketing. È esattamente quello di cui parlo nel mio nuovo libro in uscita il 13 maggio.