Alla fine questa gretta Europa di ragionieri senza cuore e senza cervello che si appresta a mitragliare i profughi porterà a termine anche il suo attacco alla democrazia, al popolo e ad al governo greco, colpevoli di avere idee proprie su come uscire dalla crisi e di volerle mettere in pratica?
C’è questo pericolo. Pur di affermare le proprie insulse vedute che tanti danni stanno arrecando all’Europa intera e specialmente alle giovani e future generazioni, i gretti eurocrati sembrano disposti a spingere la Grecia al default, provocando così un ulteriore danno enorme, economico e politico, allo stesso disegno di un’Unione europea in grado di esistere e avere un senso nell’ambito della globalizzazione.

Ma, come ho avuto modo di affermare più volte, la posta in gioco è politica. E, se pure mediocri come economisti, gli squallidi eurocrati hanno ben chiaro un principio universale che solo gli ipocriti e gli imbecilli misconoscono: “La politica al primo posto”. Quello che oggi interessa loro è rendere chiaro urbi et orbi che chi si allontana dal sentiero tracciato da Frau Merkel, Schäuble e C. fa una brutta fine. Anche come necessario avvertimento a tutti gli altri, a cominciare dal pavido Hollande e dal disciplinato scolaretto Renzi, per non parlare delle minacce (per loro) di alternativa che si profilano in Spagna ed altrove.

In questo quadro si inseriscono anche gli attacchi di bassa lega a un economista brillante come Varoufakis, che persone totalmente incompetenti in materia, come un tale Dijsselbloem, oscuro agronomo olandese nominato capo dell’Eurogruppo esclusivamente per meriti politici, nel cui curriculum figura un’oscura allusione a un misterioso master in business economics nella cui direzione si sarebbe avviato nell’università di Cork molti anni fa. Non è dato sapere se poi vi sia arrivato, ma dal cv si direbbe proprio di no. Ebbene, questo individuo assolutamente a digiuno di scienze economiche si è permesso di dare del “dilettante perditempo” a Varoufakis, che è stato stimato docente presso molte università ed è l’allievo riconosciuto di economisti del calibro di Stiglitz e di Galbraith. Per non parlare del laureato in legge Schäuble.

Del resto, si sa che i servi del potere si sentono in diritto di tacciare di incompetenza chiunque non voglia imitarli mettendosi a piena e totale disposizione di quanto decidono banchieri, finanzieri e grossi imprenditori. I segreti di cui costoro si sentono depositari non sono tanto quelli della scienza economica, quanto quelli appunto del potere economico costituito. Che ha tuonato, in riferimento alla Grecia, si abbassino le pensioni, si svendano i beni pubblici, si licenzino gli statali.

Comandamenti di una classe dominante gretta e incapace che sta portando da tempo non solo la Grecia, ma l’intera Europa alla rovina. Ecco perché, all’indomani di un 25 aprile che è andato meglio delle previsioni, con una grande e bellissima manifestazione in particolare a Milano, dobbiamo affermare ancora una volta “Viva la resistenza!”, precisando che la resistenza più importante è oggi quella del governo greco e del compagno professore Varoufakis contro gli eurocrati ignoranti e meschini che stanno affossando l’Europa e il suo futuro.