E’ un fatto ormai risaputo ma ogni tanto è doveroso rinfrescarci la memoria se non altro perché troppo spesso qualcuno si dimentica o fa finta di dimenticarsi i risultati di alcuni referendum storici che hanno decretato la volontà del popolo italiano in seguito gabbata a raggirata dai trucchetti di una classe politica intenta solo a conservare le poltrone e soprattutto i denari per poter continuare a fare la cresta sulla spesa.

Correva l’anno 1993 e grazie ad uno storico referendum il 90,3% degli italiani decretò con una sentenza plebiscitaria la fine del finanziamento pubblico ai partiti lasciando ai privati cittadini la possibilità di sostituirsi allo Stato con un versamento volontario o con la destinazione del 4 per mille. Manco a dirlo, le casse dei partiti si svuotarono in un men che non si dica e i partiti si inventarono i cosiddetti “rimborsi elettorali” per far rientrare dalla finestra i miliardi che avevano finto di far uscire dalla porta.

I cittadini non sono stupidi e hanno capito al volo che si trattava di ripristinare il finanziamento pubblico chiamandolo con un altro nome e il fatto che in tempi più recenti il Movimento 5 Stelle abbia da subito manifestato la volontà di rinunciare ai rimborsi elettorali è stato sicuramente uno dei motivi dell’ampio consenso che è riuscito ad ottenere.

E’ notizia di questi giorni l’iniziativa dei pentastellati che hanno deciso di rinunciare a 42 milioni di rimborsi elettorali autofinanziandosi anche la campagna elettorale per le regionali in Campania: in due pizzerie sul lungomare di Napoli alcuni parlamentari tra cui Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio hanno servito la pizza ai cittadini in cambio di un contributo volontario anche di pochi euro per sostenere la candidata alla presidenza della Regione Campania Valeria Ciarambino. La Ciarambino, dal canto suo, ha dichiarato al Corriere del Mezzogiorno che tra le eccellenze italiane “c’è sicuramente la pizza napoletana…. questa è anche la nostra risposta a McDonald’s che fa pubblicità sul cibo fast food. Noi mettiamo al centro le eccellenze alimentari e rispondiamo a Renzi che prende McDonald’s e ne fa lo sponsor principale di Expo“.

La mossa dei Cinque Stelle è vincente e le chiacchiere stanno a zero: gli elettori finiranno con il premiare sempre più chi rinuncia ai finanziamenti pubblici e non si da alle spese pazze e allo sperpero di denaro pubblico. Se il consenso sull’Italicum non dovesse portare al risultato sperato, forse al nostro premier non rimarrebbe che organizzare cene nei vari McDonald’s sparsi per la penisola per autofinanziarsi la prossima campagna elettorale con Guerini, Delrio e la Boschi camerieri per un giorno che servono ai cittadini-elettori vagonate di Happy Meal. Al costo di 1000 euro ciascuno.

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