Non cucinano neanche una polpetta, ma con il cibo da asporto fanno un sacco di soldi. Sono quelli di Just eat che l’anno scorso hanno realizzato ricavi per 157 milioni di sterline. In Italia sono presenti nei maggiori centri e arrivano fino a Palermo, Catania e Bari con 2.200 ristoranti affiliati pronti a soddisfare i desideri dei clienti che non hanno voglia di cucinare. La piattaforma, presente nei principali paesi europei tranne la Germania e in Canada, Messico e Brasile, mette in contatto persone poco inclini a misurarsi con i fornelli con una rete di locali di tuttti i tipi che spesso prevedono anche la consegna a domicilio.

Pizzerie, ristoranti cinesi, vegani, specializzati nel sushi, ma anche vegetariani, biologici o locali con cucina cingalese rappresentano l’offerta del sito che vive con la percentuale sulle vendite effettuate dai ristoranti. Inserendo l’indirizzo di consegna si ha a disposizione la lista dei locali più vicini. Si sceglie il menu e si paga in contanti o con carta di credito. Al momento dell’ordine si riceve una mail con i tempi di consegna, oppure, come spiega Nicolò Grosoli, marketing manager di Just Eat, “è possibile utilizzare la app. La transizione verso il mobile in Italia è particolarmente veloce tanto che il 35% delle vendite ormai arriva tramite smartphone”. Nel 52% dei casi maschio con un’età fra 25-45 che scendono a 18-25 per chi ordina la pizza e risalgono a 35-45 per il sushi è il ritratto del cliente medio che con l’evoluzione della app può ordinare e passare a ritirare il menu al ristorante. Alla fine è possibile recensire i piatti, una possibilità riservata solo ai clienti che hanno usufruito del servizio. Sono previsti costi di trasporto, ordini mimini e in qualche caso anche sconti sopra un certo importo che variano a seconda del ristorante.

Bacchette e forchette è presente a Milano e Rimini e promette la consegna al massimo entro un’ora con la possibilità di ordinare, probabilmente per qualche locale della riviera, anche fra le 23,30 e le 5 del mattino. Se si ordina durante il giorno gli utenti non registrati possono anche pagare con i buoni pasto. Per gli altri contanti o carta di credito. Gli utenti registrati possono accumulare i punti da convertire (uno per ogni euro di spesa) poi in buoni acquisti. Con 50 Bf si ha un buono da cinque euro e a salire cento euro con 10.000 Bf. Loveat.it è per ora solo romano e ha da poco aperto i battenti. Per questo ha una lista di ristoranti ancora limitata e offre il servizio di consegna a un costo di 3,5 euro per la cena con 18 euro di ordine minimo, ma è disponibile anche per consegnare “prelibate e gustose ricercatezze da enoteche, pasticcerie e curiose “botteghe” al prezzo di cinque euro con trenta di ordine minimo. Le comande si raccolgono al telefono.

Diet to go ha provato un’altra strada. Mangiare equilibrato rispettando una dieta precisa è troppo difficile? Non c’è problema fai il tuo ordine online e a partire dal lunedì successivo all’ordine il cliente riceve per il periodo prescelto una borsa termica con tutto quello che bisogna mangiare durante la giornata. A disposizione ci sono i menu mediterraneo e il vegetariano (1200 per gli uomini, 1500 per le donne, 180 euro a settimana), il menu zona (190 euro) che si basa non sulle calorie ma sui blocchi di macronutrienti, l’unità di misura della dieta a zona e il menu Mességué (300 euro) che non associa cereali e proteine né legumi e proteine e utilizza solo olio extravergine a crudo. Per la dieta non ci sono più scuse.