Citando la lettera di Matteo Renzi ai militanti, oggi il Partito democratico scrive su Twitter: “Con l’Italicum c’è in gioco il futuro del Pd”.

E’ un messaggio da ultima spiaggia quello che Renzi invia ai responsabili dei circoli dem. Una lunga lettera, che dopo aver rivendicato i vari interventi su giustizia, Europa, scuola (la narrazione standard renziana, quella che sentiamo raccontare da tutti gli esponenti governativi ad ogni intervista ad ogni talk) e dopo una dozzina di capoversi riepilogabili con – Abbiamo cambiato l’Europa – La riforma della scuola che verrà – Stiamo combattendo contro le forze del male: Salvini e la Lega, il Movimento 5 Stelle di Grillo e l’Isis – Abbiamo preso un sacco di voti alle Europee – Abbiamo dato gli 80 euro e il contratto a tempo indeterminato a tutti – finalmente arriva il capitolo sulla legge elettorale.

Nella lettera una sola menzione alla parolaccia ‘preferenze‘. Renzi sa che è questo il punto debole della legge e mette le mani avanti (Si può sempre fare meglio dice, ma per ora abbiamo questa). Nemmeno 3 anni fa, quando era sindaco di Firenze fuori dai palazzi romani, invocava le preferenze (#Anchesi scriveva su Twitter), e c’era per lui una sola legge a garantire la governabilità ed era quella dei sindaci, “sai chi vince e chi governa, max 2 mandati e le preferenze #anchesì” scriveva in un tweet nel 2012.

Passa un altro anno, e lui sempre fuori dal Parlamento: “Cosa aspettano cosa stanno aspettando? Su dai…”, quasi a dire “che ci vuole”, “è una cosa da ragazzi”, “mettetevi d’accordo”.

E arriviamo alla cronaca di oggi “andiamo avanti e approviamo in fretta questa legge” dice ai suoi. “In virtù di nuove leggi. chi perde voti acquista seggi” (lo scriveva Mino Maccari quando si discuteva della cosiddetta “legge truffa”).