di Carblogger

380x280_promo_panda_scooterGli incentivi Fiat Alfa Romeo e Lancia sono stati annunciati il primo aprile. Un pesce, ho pensato subito anche perché quel giorno stavo all’estero. E invece no, tutto vero: 2.000 euro di sconto per chi rottama l’auto e ne acquista una nuova dei marchi italiani, 3.000 euro se lo si fa attraverso il finanziamento di FCA Bank (a Torino conviene la seconda, perché è sulla finanza che si guadagna davvero), più quel che ci mettono di tasca propria i concessionari. Ma come sta andando questa campagna di primavera a fine aprile? E verrà rinnovata a maggio?

Incentivi Fiat, comincio a fare qualche telefonata, poi vado la settimana scorsa a Verona all’Automotive Dealer Day dove sento molte cose (tipo: il prezzo non conta più o come si vende via Facebook), vedo gente e parlo con qualche concessionario. Di una rete stremata dall’assenza di prodotti nuovi Alfa Romeo e Lancia, Fiat 500X a parte che qualche mugugno mi fa capire non volerebbe come la cugina Jeep Renegade.

Allora? Gli incentivi Fiat avrebbero funzionato alla grande (grazie, la crisi non è finita). Soprattutto a Roma, con oltre il 35%, mentre in Sardegna pare siano a +80%. Sarebbero andati meno bene al nord, dove le vendite aggiuntive sarebbero state intorno al 15% salvo superare il 20% in quest’ultima settimana, così così al sud. Dall’interno mi dicono che l’obiettivo di FCA è di portare la quota nazionale di aprile al 29%, soglia oltre la quale la campagna sarebbe rinnovata per il mese di maggio. Visti questi numeri, sembrerebbe cosa fatta.

Ma a chi convengono questi incentivi?

Nell’ordine, ai consumatori  innanzitutto. Una Fiat 500 o una Fiat Panda – per dire di due ottimi prodotti – con questi sconti nemmeno nel libro dei sogni.

A pari merito conviene a FCA, che così difende la quota e anzi la incrementa se i dati verranno confermati. Non solo: le auto aggiuntive vendute con gli incentivi sono in realtà ordini, non ci sono le macchine nella rete. Se la campagna viene estesa a maggio, FCA spalmerà la produzione fino a luglio e, come mi dice un concessionario, “ha fatto l’anno”.

A Verona, ho capito però che ai concessionari gli incentivi non piacciono molto perché non convenienti, qualcuno dirà: tanto si lamentano sempre. Perché? Secondo i loro numeri, oltre il 70% di vendite grazie agli incentivi sono per la Fiat Punto a 7.500/7.900 euro, cioè senza margini.  La Panda va, meno la 500. Insomma, non ci guadagnano.

Non c’entra nulla perché la rilevazione è precedente, ma all’Automotive Dealer Day la stessa rete su cui stanno piovendo questi incentivi ha espresso insoddisfazione nei rapporti con i tre marchi di casa nel DealerSTAT annuale, una classifica che in genere si basa sull’assioma concessionario che guadagna con prodotti nuovi e di appeal/concessionario che premia la casa madre.

I marchi Alfa Romeo, Fiat e Lancia sono finiti nella parte bassa della classifica, stilata sulla base di un questionario cui hanno risposto oltre 1.200 operatori.  E non a caso ha vinto il marchio che fa guadagnare di più i suoi venditori. Forse da FCA la rete vorrebbe un altro tipo di incentivi. Ma qui mi fermo.

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