Ci sono davvero poche cose, almeno in apparenza, che i fan dei videogames e quelli della musica orchestrale hanno in comune. Eppure entrambi sono attesi nel pubblico di “The Legend of Zelda: Symphony of the Goddesses tour”. E dopo il tutto esaurito a Tokyo, New York e Los Angeles, ma anche Londra e Parigi, le musiche di una delle più famose saghe di videogames animeranno due concerti sinfonici in Italia. Il primo il 24 aprile al Teatro Arcimboldi di Milano, il secondo in vista per l’autunno, il 15 novembre all’auditorium Conciliazione di Roma.

Obiettivo dichiarato: celebrare le musiche della storica serie bestseller nata a fine anni Ottanta per Nintendo. E così ecco amanti di videogiochi e non prendere posto in sala, e ascoltare la toscana Ensemble Symphony Orchestra (90 elementi di cui 66 musicisti e 24 coristi) ricreare le colonne sonore dei trent’anni della saga, per un concerto che è un mix di audio e video, grazie a un grande schermo che proietta scene del videogioco mentre l’orchestra esegue i brani. D’altronde, c’è da chiedersi: potrebbe esistere un altro videogame capace di riempire i più importanti teatri di tutto il mondo con migliaia di persone eccitate alla sola idea di sentire le sue musiche? A giudicare dal numero di cosplayers che hanno invaso i teatri durante il tour di The Legend of Zelda, viene da pensare che le avventure del giovane Link – intento a salvare la Principessa Zelda – potrebbero popolare di un insolito pubblico anche il classico teatro Arcimboldi milanese.

Ma cosa ha permesso a un concerto di colonne sonore di videogames di essere in tournée dal 2012 facendo oltre 40 date in tutto il mondo? Forse il fatto che The Legend of Zelda, creata da Shigeru Miyamoto, è vista come una delle serie videoludiche più influente della storia. Per la rivista statunitense Game Informer, per esempio, Zelda è al primo posto nella lista dei duecento più importanti videogiochi di sempre. E non sono state solo le 68 milioni di copie vendute a farle avere questa fama, ma anche l’influenza che ha avuto sulla cultura videoludica e di massa. In sostanza, una delle serie più acclamate del mondo delle console. Tanto amata anche dal celebre attore Robin Williams, che ha chiamato sua figlia Zelda, proprio come la nota principessa del videogame.

Altro segreto del successo “una musica sinfonica di alto livello, accolta dalla Royal Philharmonic di Londra come dalla New York Philharmonic Orchestra” commenta a FQ Magazine Massimo Gallotta, producer di Zelda. Dietro Gallotta si nasconde chi ha organizzato il primo concerto di Ennio Morricone in America, ma anche il manager della tournée americana di Pino Daniele e Roberto Benigni. “Ai fan del videogiochi si affianca un pubblico sofisticato seduto in sala per apprezzare un concerto di altissimo livello”, continua Gallotta. Un’occasione anche “per avvicinare i giovani alla musica sinfonica proprio attraverso i videogames”.

“Il concerto è progettato per essere un viaggio epico ed emozionante com’è stato il video gioco stesso – si legge sul sito internet dedicato all’evento – Sul palco non solo la colonna sonora di questa celebre saga, ma tutti i nuovi accordi approvati dal produttore Eiji Aonuma e da Koji Kondo, compositore e direttore del suono di Nintendo” (sue le musiche di Super Mario Bros, oltre che di The Legend of Zelda, ndr.)”. Per gli appassionati questo concerto “è una festa per rivivere tutti i momenti più importanti della saga – continua Gallotta – Non a caso, per la data di Milano, abbiamo anche persone che arrivano da Barcellona, Svizzera e dal sud Italia”. “Agli italiani, ma in generale al pubblico internazionale, piacciono ancora molto i videogames – conclude Gallotta – È un mondo con più fans di quelli che si possa immaginare”. E allora via alle date in programma per il 2015, da Tel Aviv a Istanbul, passando per Mosca, San Pietroburgo e Dubai. E viene da immaginare seduto tra il pubblico un non più giovane giocatore nostalgico ascoltare il concerto e ricordare di quando negli anni Novanta spendeva pomeriggi per superare un livello del gioco.